Informazioni generali sul farmaco
Principio attivo: olanzapina, commercializzata con il marchio Zyprexa dalla ditta titolare del brevetto. Si tratta di un antipsicotico atipico appartenente alla classe delle benzotiazepine-thienobenzodiazepine con indicazioni psichiatriche consolidate. La molecola è impiegata in formulazioni diverse, compreso l’uso orale e formulazioni a lunga durata d’azione iniettabili, con profili farmacologici differenti a seconda della forma farmaceutica. Classificazione terapeutica: antipsicotico atipico con azione su multiple vie neurotrasmettitrici.
Indicazioni terapeutiche principali
Zyprexa è autorizzato per il trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti nei gruppi di età previsti dalle autorizzazioni di ciascun paese. È indicato per il trattamento degli episodi maniacali acuti associati al disturbo bipolare e per la terapia di mantenimento in pazienti bipolari selezionati. La combinazione di olanzapina con fluoxetina è approvata per il trattamento della depressione resistente in ambito bipolare in specifiche condizioni regolatorie. La formulazione intramuscolo a rapido effetto è impiegata per la gestione dell’agitazione acuta in setting ospedalieri o di emergenza psichiatrica.
Meccanismo d’azione farmacologico
Olanzapina esercita attività antagonista su recettori dopaminergici, in particolare D2, e su recettori serotoninergici, specialmente 5‑HT2A e 5‑HT2C; questo profilo contribuisce all’effetto antipsicotico e modulatore dell’umore. Mostra inoltre affinità antagonista per recettori istaminergici H1, muscarinici M1–M5 e adrenergici α1, spiegando gli effetti sedativi, anticolinergici e l’ipotensione ortostatica osservati clinicamente. L’azione combinata su più sistemi recettoriali determina il bilanciamento tra efficacia su sintomi positivi e negativi e il profilo degli effetti collaterali rispetto agli antipsicotici tipici.
Farmacocinetica e metabolismo
Olanzapina è ben assorbita per via orale con Tmax medi compresi tra 5 e 8 ore dopo somministrazione orale; la biodisponibilità assoluta non è completamente definita perché non è disponibile una formulazione endovenosa comparativa standard. Si lega alle proteine plasmatiche per circa il 90% o più, con ampia distribuzione tissutale. Il metabolismo è prevalentemente epatico attraverso la via CYP1A2 e, in misura minore, CYP2D6 e processi di glucuronidazione; i principali metaboliti includono N‑ossido e derivati glucuronidici. Emivita terminale varia tra i soggetti ma comunemente si attesta intorno a 21–54 ore negli adulti, con variabilità individuale significativa.
Forme farmaceutiche disponibili
Formulazioni orali comprendono compresse con dosaggi tipici da 2,5 mg fino a 20 mg e compresse orodispersibili per somministrazione senza acqua. Esistono formulazioni iniettabili a breve durata d’azione per uso intramuscolare nel trattamento dell’agitazione acuta psichiatrica, con dosaggi specifici per somministrazione singola. La formulazione a rilascio prolungato è rappresentata dal sale pamoato di olanzapina per iniezione intramuscolare profonda (LAI), disponibile in diverse dosi per somministrazioni a intervalli prefissati; questa forma è utilizzata per il mantenimento in pazienti selezionati con non‑aderenza orale documentata.
Dosaggio e somministrazione
Dosaggi orali usuali per la schizofrenia negli adulti partono da 5–10 mg die con titolazione fino a 20 mg die in base a risposta clinica e tolleranza; il dosaggio efficace varia tra i pazienti. Per episodi maniacali acuti le dosi iniziali frequentemente sono 10–15 mg die, con adattamento clinico successivo. Nei pazienti anziani o con compromissione epatica severa si raccomanda di iniziare con dosi ridotte e di procedere con maggiore cautela nella titolazione; la funzione renale non influisce significativamente sul dosaggio a causa del metabolismo prevalentemente epatico. Per le formulazioni iniettabili, i regimi e gli intervalli variano in funzione della preparazione (breve durata vs pamoato) e devono rispettare le specifiche tecniche di somministrazione riportate nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.
Interazioni farmacologiche note
Inibitori forti di CYP1A2, come la fluvoxamina, aumentano significativamente i livelli plasmatici di olanzapina e richiedono adattamento posologico documentato. Induttori di CYP1A2 e delle isoforme epatiche correlate, inclusi carbamazepina e rifampicina, riducono le concentrazioni di olanzapina e possono diminuire l’efficacia terapeutica. Il consumo di tabacco determina induzione enzimatica di CYP1A2 con riduzione dei livelli ematici di olanzapina; variazioni dello status tabagista possono influire sui dosaggi necessari. L’uso concomitante con altri sedativi o depressivi del SNC incrementa gli effetti sedativi osservabili; co‑somministrazioni con farmaci che alterano la pressione arteriosa possono esacerbare l’ipotensione ortostatica.
Effetti indesiderati comuni
Tra gli eventi avversi osservati con maggiore frequenza figurano aumento di peso, ipercolesterolemia e alterazioni della glicemia, con incremento dell’appetito come sintomo precoce. Sonnolenza e sedazione sono effetti ricorrenti, spesso dose‑dipendenti, e possono incidere sulla funzione giornaliera. Effetti anticolinergici quali xerostomia e costipazione sono riportati con discreta frequenza, così come ipotensione ortostatica soprattutto nelle fasi iniziali di trattamento. I sintomi extrapiramidali tendono a essere meno pronunciati rispetto agli antipsicotici tipici, ma akatisia e parkinsonismo possono comunque manifestarsi in alcuni pazienti.
Reazioni avverse gravi
Reazioni gravi documentate includono sindrome neurolettica maligna, tardive discinesie che possono diventare persistenti, e casi di iperglicemia grave che si possono complicare in chetoacidosi o coma. Sono state segnalate pancreatiti acute in associazione temporale con l’assunzione di olanzapina; tali eventi richiedono approfondimento diagnostico specifico. Alterazioni ematologiche quali neutropenia o leucopenia sono possibili, sebbene meno frequenti, e possono necessitare di monitoraggi ematici. La formulazione iniettabile a rilascio prolungato è stata associata a sindromi di sedazione acuta e delirio in tempi immediatamente successivi all’iniezione in casi isolati.
Monitoraggio clinico raccomandato
Prima dell’inizio della terapia è opportuno documentare peso corporeo, BMI, glicemia a digiuno e profilo lipidico per avere valori di riferimento. I controlli clinici successivi dovrebbero includere la rilevazione periodica del peso e della glicemia; misurazioni a 4–12 settimane dopo l’inizio e successivamente con cadenza stabilita in base al rischio individuale sono pratiche frequentemente adottate. Funzionalità epatica e valutazione del profilo lipidico vanno ripetute in corso di trattamento in presenza di alterazioni iniziali o sintomi clinici significativi. La valutazione periodica per segni extrapiramidali e l’utilizzo di scale cliniche standardizzate per la discinesia possono permettere una diagnosi precoce di movimenti anomali.
Uso in popolazioni speciali
La sicurezza e l’efficacia in gravidanza sono limitate a studi osservazionali con dati frammentari; sono stati riportati casi di sintomi neonatali transitori dopo esposizione intrapartum. Olanzapina passa nel latte materno; quantità escrete possono variare e il monitoraggio del lattante è richiesto qualora la madre assuma il farmaco. Nei pazienti pediatrici e adolescenti alcune indicazioni sono autorizzate con dosaggi adattati e valutazioni di rischio‑beneficio specifiche; la vigilanza sul metabolismo e sulla crescita è parte integrante della terapia. Negli anziani si riscontra maggiore sensibilità agli effetti avversi quali sedazione e ipotensione; nei soggetti con demenza la mortalità è aumentata in studi clinici controllati con antipsicotici atipici.
Sovradosaggio e trattamento
Segni clinici di sovradosaggio comprendono sedazione marcata fino al coma, compressione respiratoria, tachicardia e ipotensione, nonché segni anticolinergici. Il trattamento è di supporto e sintomatico: stabilizzazione delle vie aeree, monitoraggio emodinamico e, se indicato, instaurazione di misure intensive. La somministrazione di carbone attivo può essere considerata se l’ingestione è recente; tecniche di depurazione extracorporea risultano di limitata efficacia a causa dell’elevato legame proteico e del volume di distribuzione della molecola. Monitoraggio prolungato delle funzioni cardiache e neurologiche è raccomandato fino a completa risoluzione dei sintomi.
Conservazione ed eccipienti
Le compresse devono essere conservate a temperatura ambiente controllata, lontano da umidità e luce diretta, secondo le condizioni indicate dal foglietto illustrativo per ciascuna confezione. Le formulazioni orodispersibili richiedono contenitori protettivi dall’umidità fino al momento dell’uso; la formulazione pamoato per iniezione intramuscolare viene generalmente conservata refrigerata secondo le specifiche del prodotto. Alcuni eccipienti possono includere lattosio o altri zuccheri come riempitivi; le informazioni dettagliate sugli eccipienti sono riportate nel prospetto delle caratteristiche del prodotto per valutare eventuali intolleranze o allergie. Per la preparazione e somministrazione delle iniezioni intramuscolari a rilascio prolungato sono previste procedure operative specifiche per il personale sanitario che manipola il prodotto.
Informazioni sulla composizione
La sostanza attiva è olanzapina (2‑methyl‑4‑(4‑methyl‑1‑piperazinyl)‑10H‑thieno[2,3‑b][1,5]benzodiazepine) con massa molare indicativa di circa 312,44 g·mol−1. Nelle formulazioni a rilascio prolungato la forma farmacologicamente impiegata è il sale pamoato di olanzapina, che differisce per peso molecolare e caratteristiche di rilascio rispetto alla forma base orale. La quantità di principio attivo per compressa o unità iniettabile è espressa come mg di olanzapina libera o come equivalente del sale, come specificato in etichetta. Informazioni analitiche e di qualità relative alla purezza, impurezze e standard di produzione sono riportate nella documentazione tecnica autorizzativa disponibile per operatori sanitari e autorità competenti.