Composizione e formulazioni
Principio attivo: diclofenac in diverse forme salifiche (sodio, potassio, dietilammina, epolamina) con potenze variabili a seconda della formulazione. Formulazioni commerciali includono compresse a rilascio immediato e prolungato, supposte rettali, gel/topici, cerotti transdermici, soluzione iniettabile intramuscolare o endovenosa e preparati oftalmici. Le differenze fra sale e formulazione influiscono su solubilità, rapidità d’assorbimento e formulazione galenica, pertanto la scelta commerciale determina onset e durata d’azione clinica.
Meccanismo d’azione farmacologico
Diclofenac è un inibitore reversibile delle ciclossigenasi (COX-1 e COX-2) con predominanza funzionale su vie che modulano la sintesi di prostaglandine proinfiammatorie. La riduzione delle prostaglandine spiega proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antipiretiche osservate clinicamente. Sono documentati effetti secondari su altri mediatori infiammatori e modulazione locale della permeabilità vascolare nei tessuti affetti.
Dosaggio adulti e pediatrici
Per adulti: compresse da 25–50 mg comunemente somministrate a intervalli regolari; formulazioni a rilascio modificato e da 75 mg consentono somministrazioni ridotte nel numero ma con dosi giornaliere massime specifiche per prodotto. Per via intramuscolare o endovenosa la dose unica è più elevata rispetto alla singola compressa ma limitata dal prodotto e dall’indicazione. Per bambini: dosaggio ponderale utilizzato in alcune formulazioni pediatriche, tipicamente espresso come mg/kg/die suddiviso in somministrazioni multiple; l’impiego pediatrico dipende dalla forma farmaceutica autorizzata e dall’età minima prevista nel riassunto delle caratteristiche del prodotto.
Vie di somministrazione disponibili
Somministrazioni orali e rettali consentono terapia sistemica per dolore e infiammazione generalizzata; formulazioni iniettabili sono impiegate per controllo rapido del dolore acuto in contesti ospedalieri. Preparati topici (gel, cerotti) permettono somministrazione locale con assorbimento cutaneo limitato e concentrazioni tissutali elevate nella sede d’applicazione. Preparati oftalmici sono destinati a infiammazioni oculari localizzate; ciascuna via richiede tecniche di somministrazione e valutazioni di biodisponibilità specifiche.
Farmacocinetica: parametri principali
Assorbimento: rapido per le formulazioni immediato rilascio con Tmax entro 1–2 ore; biodisponibilità orale ridotta da un primo passaggio epatico variabile. Legame proteico plasmatico molto elevato, con conseguente limitata frazione libera. Metabolismo principalmente epatico tramite ossidazione mediata dal CYP (tra cui CYP2C9) e con prodotti di coniugazione successivi; escrezione nelle urine e nelle feci attraverso via biliare. Emivita plasmatic a breve, ma l’effetto clinico è prolungato da distribuzione tissutale e ricircolo enteroepatico.
Effetti indesiderati principali
Eruzioni cutanee, prurito e reazioni di ipersensibilità compaiono in alcuni pazienti; lesioni cutanee gravi sono rare ma descritte. Manifestazioni gastrointestinali includono dispepsia, nausea e rischio di ulcere o sanguinamento gastrointestinale che possono richiedere sospensione del trattamento. Alterazioni biochimiche epatiche (aumento transaminasi) e, raramente, insufficienza epatica. Effetti renali documentati comprendono ritenzione di sodio e acqua, riduzione della funzione renale in soggetti predisposti. Effetti neuropsichiatrici come cefalea, vertigini e sonnolenza possono limitare la guida o l’uso di macchine.
Controindicazioni e precauzioni
Assenza di tolleranza nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti rappresenta controindicazione. Preesistente emorragia gastrointestinale attiva, ulcera peptica in fase acuta e storia di reazioni bronchospastiche legate agli FANS sono condizioni che controindicano l’uso. Nei pazienti con insufficienza epatica grave o insufficienza renale avanzata il farmaco è controindicato o richiede aggiustamento/monitoraggio specifico in base alla formulazione. Dopo intervento di bypass coronarico l’uso è controindicato per rischio trombotico aumentato associato alla classe terapeutica.
Interazioni farmacologiche importanti
Co-somministrazione con anticoagulanti orali incrementa il rischio emorragico per effetto sinergico sulle mucose e possibile alterazione della coagulazione. Diuretici, ACE-inibitori e antagonisti dell’angiotensina possono subire riduzione dell’effetto antipertensivo in presenza di diclofenac. Farmaci ad eliminazione renale contenente litio o metotrexato possono avere clearance ridotta con incremento dei livelli plasmatici. Inibitori del CYP2C9 possono aumentare l’esposizione al diclofenac e potenziarne la tossicità; antagonisti della piastrina come SSRI possono accrescere rischio emorragico.
Uso in gravidanza allattamento
Passaggio placentare del principio attivo documentato; esposizione fetale aumenta con l’uso prolungato. Uso in terzo trimestre associato a rischio di chiusura prematura del dotto arterioso fetale e altre complicanze cardiovascolari fetali; per questo motivo molte etichette sconsigliano l’impiego in tale periodo. Diclofenac è escreto nel latte materno in concentrazioni misurabili; valutare rischio/beneficio per proseguire l’allattamento in base alla durata e alla dose somministrata.
Sovradosaggio e trattamento
Sintomatologia da sovradosaggio include nausea, vomito, dolore addominale, sonnolenza, ipotensione e, nei casi severi, depressione respiratoria o acidosi metabolica. Non esiste un antidoto specifico; gestione comprende trattamento sintomatico e di supporto, monitoraggio dei parametri vitali, controllo dell’equilibrio idro-elettrolitico e valutazione delle funzioni renali ed epatiche. Se l’ingestione è recente può essere considerata la decontaminazione gastrica o carbone attivo secondo le linee guida locali e la tempistica dell’evento.
Monitoraggio terapeutico consigliato
Valutazioni iniziali raccomandate comprendono funzionalità epatica e renale di base e conta ematica completa nei pazienti con terapia prolungata. Controlli periodici delle transaminasi sono indicati durante trattamenti cronici per identificare aumento asintomatico degli enzimi. Monitorare pressione arteriosa e segni di ritenzione di liquidi in pazienti con patologie cardiovascolari preesistenti o in terapia con agenti antipertensivi. Segni clinici di sanguinamento gastrointestinale devono essere indagati immediatamente con esami ematici appropriati.
Conservazione e smaltimento
Conservare le diverse formulazioni alle condizioni di temperatura e umidità indicate nel foglietto illustrativo; gel e soluzioni topiche spesso richiedono protezione da fonti di calore dirette e non devono essere congelate. Le confezioni iniettabili e gli aghi devono essere smaltiti come rifiuti medici secondo normativa vigente; farmaci scaduti o non utilizzati devono essere restituiti in farmacia per smaltimento controllato e non eliminati in acque domestiche o rifiuti comuni.
Eccipienti e allergie
Alcune formulazioni contengono eccipienti quali propilenglicole, etanolo, polisorbati o parabeni, che possono determinare reazioni locali o sistemiche in soggetti sensibili. Le preparazioni iniettabili possono contenere benzylalcol o solfati con potenziale di reazione; risulta pertanto necessario verificare l’elenco degli eccipienti in pazienti con allergie note. Non esiste cross-reattività diretta documentata con antibiotici sulfonamidici, tuttavia la storia allergica completa deve essere valutata prima dell’uso.
Istruzioni pratiche somministrazione
Somministrazione orale: preferire assunzione con cibo o latte per ridurre irritazione gastrica se indicato per la formulazione; evitare frantumazione di compresse a rilascio prolungato. Applicazione topica: pulire e asciugare la cute, applicare la quantità consigliata e massaggiare fino ad assorbimento; evitare occhio e mucose. Iniezioni intramuscolari devono essere somministrate in sede profonda e da personale qualificato, rispettando volumi e tecniche raccomandate dal produttore.
Sostituzioni e equivalenti
Esistono numerosi prodotti generici a base di diclofenac che contengono differenti sali e formulazioni; la sostituzione tra sali (sodio vs potassio vs epolamina) può modificare la rapidità di azione e la tollerabilità gastrointestinale. Equivalenza terapeutica deve essere valutata tenendo conto della forma farmaceutica e della biodisponibilità del prodotto specifico. Passaggi tra formulazioni immediate e a rilascio modificato richiedono adeguamento posologico e rivalutazione dell’efficacia analgetica.