Nome e principio attivo
Motilium è il nome commerciale contenente il principio attivo domperidone maleato. Domperidone appartiene alla classe degli antagonisti dopaminergici periferici e viene classificato nell’ATC come A03FA03. Il peso molecolare e la forma salificata (maleato) influiscono sulla solubilità e sulla formulazione farmaceutica utilizzata nei diversi prodotti commerciali.
Forma farmaceutica dosaggi
Il prodotto è disponibile in compresse rivestite da 10 mg e in sospensione orale con concentrazioni commerciali variabili, tipicamente 1 mg/ml. Esistono formulazioni galeniche o pediatriche preparate in farmacia con concentrazioni diverse per somministrazioni frazionate. Le confezioni e il dosaggio unitario sono studiati per somministrazione orale; non sono tutte le vie di somministrazione autorizzate in tutti i Paesi.
Meccanismo d’azione farmacologico
Domperidone antagonizza i recettori dopaminergici D2 a livello periferico, con azioni prochinetiche sul tratto gastrointestinale superiore. Agisce anche sul centro del vomito (zona chemotattiva) situato al di fuori della barriera emato-encefalica, riducendo la nausea e il vomito senza esercitare marcati effetti centrali sedativi. La minore penetrazione nel sistema nervoso centrale rispetto ad altri antidopaminergici contribuisce a un profilo di effetti extrapiramidali generalmente più basso.
Principi farmacocinetici fondamentali
L’assorbimento orale di domperidone è rapido ma caratterizzato da una biodisponibilità ridotta per effetto di primo passaggio epatico, solitamente nell’ordine del 10–20%. Il Tmax si raggiunge in genere entro 30–60 minuti dopo somministrazione orale; l’emivita plasmatica terminale è approssimativamente di 7–9 ore. Il farmaco si lega in misura elevata alle proteine plasmatiche e viene metabolizzato principalmente attraverso il sistema CYP3A4 con escrezione biliare ed urinaria dei metaboliti.
Indicazioni terapeutiche approvate
Motilium è indicato per il trattamento sintomatico della nausea e del vomito di diversa origine e per i disordini della motilità gastrointestinale superiore associati a ritardo dello svuotamento gastrico. Può essere utilizzato per ridurre sintomi quali sensazione di pienezza postprandiale, eruttazioni e ritardato transito gastrico correlato a dispepsia funzionale. L’uso varia in funzione delle indicazioni approvate in ciascun Paese e della popolazione target clinica.
Dosaggio raccomandato adulti
La posologia standard per adulti prevede 10 mg per via orale fino a tre volte al giorno, spesso prima dei pasti per massimizzare l’effetto prochinetico. La dose giornaliera totale non dovrebbe normalmente superare i 30 mg per via orale negli schemi terapeutici autorizzati. Modalità e durata del trattamento devono essere definite in base all’indicazione clinica specifica e alla risposta del paziente, con rivalutazione periodica dell’efficacia.
Dosaggio pediatrico neonatale
Nei bambini la posologia viene calcolata in mg/kg; gli schemi utilizzati nella pratica clinica prevedono tipicamente 0,25–0,5 mg/kg per dose, somministrati fino a tre volte al giorno, con limiti di dose singola che non superano il valore stabilito per adulti nei bambini più grandi. L’uso nei lattanti e nei neonati è soggetto a restrizioni regolatorie in molte giurisdizioni; la formulazione liquida permette adattamenti posologici graduali nei pazienti pediatrici.
Controindicazioni specifiche note
Sono controindicati l’ipersensibilità al domperidone o ad uno qualsiasi degli eccipienti e la presenza di condizioni quali ostruzione gastrointestinale, emorragia o perforazione gastrointestinale. Sono inoltre controindicati pazienti con tumori prolattino-dipendenti accertati, gravi alterazioni della funzione epatica e co-somministrazione con potenti inibitori del CYP3A4. Anomalie elettrocardiografiche note come prolungamento del QT rappresentano controindicazioni documentate alla terapia.
Interazioni farmacologiche critiche
Domperidone subisce metabolismo mediato da CYP3A4; farmaci inibitori potenti di questo enzima (ad es. ketoconazolo, itraconazolo, claritromicina, alcuni inibitori delle proteasi) aumentano le concentrazioni plasmatiche con conseguente rischio incrementato di effetti cardiovascolari. Altri farmaci che prolungano l’intervallo QT possono avere effetti additivi. Farmaci anticolinergici possono ridurre l’efficacia prochinetica; gli agonisti dopaminergici possono antagonizzare gli effetti antiemetici di domperidone.
Effetti indesiderati principali
Tra gli eventi avversi più frequentemente riportati si annoverano secchezza delle fauci, dolori addominali, diarrea e astenia. Alterazioni endocrine secondarie all’aumento della prolattina possono manifestarsi con galattorrea, ginecomastia e alterazioni del ciclo mestruale. Reazioni cardiovascolari gravi, sebbene rare, comprendono prolungamento dell’intervallo QT e tachiaritmie; reazioni extrapiramidali sono più infrequenti rispetto ad antagonisti dopaminergici con maggior penetrazione centrale.
Monitoraggio clinico raccomandato
In presenza di fattori di rischio cardiovascolare o nell’uso concomitante di farmaci che influenzano il QT si raccomanda il monitoraggio elettrocardiografico per rilevare variazioni dell’intervallo QT. Nei trattamenti prolungati è opportuno controllare segni clinici di iperprolattinemia e, se indicato, i livelli di prolattina sierica. Nei pazienti con compromissione epatica è consigliabile una valutazione periodica della funzione epatica per adeguare la terapia.
Sovradosaggio e trattamento
Il quadro clinico da sovradosaggio può comprendere sonnolenza, agitazione, alterazioni extrapiramidali e potenziali eventi cardiaci quali prolungamento del QT. Il trattamento è di supporto: monitoraggio emodinamico e cardiaco, gestione dei disturbi neurologici con agenti appropriati (antimuscarinici o benzodiazepine per i sintomi extrapiramidali) e misure di decontaminazione gastrointestinale se l’intervento è precoce. L’assistenza medica deve prevedere sorveglianza ECG e monitoraggio degli elettroliti.
Conservazione e smaltimento
Le compresse devono essere conservate nella confezione originale, al riparo da luce e umidità, a temperatura ambiente controllata indicata in foglio illustrativo; la sospensione orale richiede agitazione prima dell’uso e spesso ha una durata limitata dopo l’apertura indicata dal produttore. Il materiale farmaceutico scaduto o residuo va eliminato secondo le norme locali per lo smaltimento dei medicinali, evitando lo scarico nei sistemi idrici domestici.
Alternative terapeutiche disponibili
Alternative con meccanismi diversi includono antagonisti 5-HT3 (ondansetron) per nausea severa o associate a chemioterapia, metoclopramide con maggiore attività centrale ma simile effetto prochinetico, ed eritromicina a basse dosi come promotore della motilità tramite recettori motilinici. La scelta terapeutica deve considerare il profilo rischio-beneficio e le controindicazioni specifiche di ciascun farmaco rispetto al quadro clinico trattato.