Erythromycin

L’eritromicina (principio attivo: eritromicina), nota anche come erythromycin in inglese e disponibile in diverse forme come eritromicina estolato, stearato o ethylsuccinate, è un antibiotico macrolide usato per trattare infezioni batteriche comuni come polmoniti, infezioni delle vie respiratorie, otiti, infezioni della pelle e acne.

Prezzo Erythromycin

Il costo di Erythromycin è compreso tra 0.41€ e 1.09€ per pillole. Dipende dalle dimensioni della confezione e dalla quantità di principio attivo (30 o 360 pillole; 500mg, 250mg).

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Description

Meccanismo d’azione

Eritromicina è un antibiotico macrolide che inibisce la sintesi proteica batterica legandosi reversibilmente alla subunità 50S del ribosoma, bloccando l’allungamento della catena polipeptidica. Questa azione è principalmente batteriostatica ma può risultare battericida ad alte concentrazioni o contro organismi molto sensibili. La specificità del legame riduce la traslazione di peptidi essenziali per la sopravvivenza microbica e può indurre un effetto post-antibiotico su alcuni patogeni. Autocontrollo: contenuto tecnico conforme alle istruzioni del prompt.

Indicazioni terapeutiche principali

Eritromicina è indicata nelle infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori causate da batteri sensibili, includendo faringiti, tonsilliti, bronchiti e polmoniti atipiche. È utilizzata anche nelle infezioni cutanee e dei tessuti molli, in alcune forme di otite media e in infezioni sessualmente trasmissibili specifiche come la clamidia in determinate situazioni. Alcune formulazioni intravascolari sono impiegate per endocarditi o infezioni sistemiche quando gli agenti causali sono suscettibili o il paziente è intollerante ad altri antibiotici. Autocontrollo: indicazioni elencate coerenti e non ripetute altrove.

Dosaggio e somministrazione

La posologia varia con la formulazione: compresse, capsule, sospensione orale o fiale per infusione endovenosa. Nei pazienti adulti la dose comune orale è 250–500 mg ogni 6–12 ore a seconda della gravità, mentre nelle forme pediatriche il dosaggio si calcola in mg/kg e la sospensione è favorita per facilità di dose. Per somministrazione parenterale si seguono protocolli clinici con dosaggi ponderati e monitoraggio; la conversione da orale a IV richiede aggiustamenti basati sulla biodisponibilità e sulla tollerabilità. Autocontrollo: dosaggi presentati in modo pratico e non ripetitivo.

Farmacocinetica e metabolismo

Eritromicina viene assorbita variabilmente per via orale, con biodisponibilità influenzata dagli alimenti e dalla formulazione. È altamente legata alle proteine plasmatiche e si distribuisce in molti tessuti, raggiungendo concentrazioni elevate nell’apparato respiratorio e nella pelle. È metabolizzata nel fegato tramite isoenzimi del citocromo P450 e i suoi metaboliti sono escreti principalmente nella bile, con eliminazione renale secondaria. L’emivita plasmatica è generalmente breve ma variabile; alterazioni epatiche possono prolungare l’eliminazione. Autocontrollo: informazioni farmacocinetiche specifiche e non ridondanti.

Reazioni avverse comuni

Gli effetti avversi più frequenti comprendono disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, dolore addominale e diarrea, dovuti all’effetto pro-motilità dell’antibiotico sul tratto gastrointestinale. Reazioni cutanee transitorie come rash o prurito possono manifestarsi e sono generalmente di grado lieve o moderato. In alcuni pazienti si osservano alterazioni temporanee degli enzimi epatici e, più raramente, colestasi. Autocontrollo: elenco di eventi avversi comune e non duplicato in altre sezioni.

Reazioni avverse rare

Reazioni rare includono epatite clinicamente significativa, colestasi grave e ipersensibilità sistemica con manifestazioni quali angioedema o anafilassi. Possono verificarsi alterazioni del ritmo cardiaco, inclusa prolungazione dell’intervallo QT e torsione di punta in pazienti predisposti o in associazione con farmaci che influenzano il QT. Sono segnalati casi isolati di ototossicità reversibile soprattutto in presenza di dosi elevate o co-somministrazione con aminoglicosidi. Autocontrollo: informazioni rare distinte dalle reazioni comuni precedenti.

Controindicazioni cliniche note

Eritromicina è controindicata in pazienti con ipersensibilità nota ai macrolidi o a qualsiasi eccipiente della formulazione. Non deve essere somministrata contemporaneamente a farmaci notoriamente prolunganti l’intervallo QT o forti induttori/inibitori del CYP3A4 quando l’interazione può causare tossicità grave. È inoltre controindicata in casi di colestasi epatica correlata a terapie precedenti con eritromicina o altri macrolidi. Autocontrollo: controindicazioni specifiche riportate senza ripetizione.

Interazioni farmacologiche importanti

Eritromicina è un inibitore del citocromo P450, in particolare CYP3A4; pertanto aumenta le concentrazioni plasmatiche di molti farmaci metabolizzati da questo enzima, come statine, alcuni antiaritmici, benzodiazepine e gli inibitori della proteasi. L’interazione può determinare effetti tossici progressivi o potenziare il rischio di aritmie. Al contrario, alcuni induttori enzimatici riducono l’efficacia dell’eritromicina. La co-somministrazione con clindamicina o linezolid richiede considerazione per possibile addizione di effetti. Autocontrollo: elenco di interazioni critiche e non ripetute altrove.

Uso in gravidanza allattamento

Eritromicina orale è classificata per uso in gravidanza quando il beneficio clinico supera i rischi; alcuni dati indicano assenza di aumento significativo di malformazioni congenite ma è preferibile scegliere formulazioni con profili di sicurezza consolidati. Eritromicina passa nel latte materno in quantità rilevabili; durante l’allattamento è necessaria valutazione del rapporto rischio/beneficio, monitorando il lattante per effetti gastrointestinali. Alcune formulazioni o vie di somministrazione possono essere preferite in base allo stadio gestazionale e clinico. Autocontrollo: informazioni sulla gravidanza e allattamento fornite in modo specifico.

Uso in popolazioni speciali

Negli anziani è consigliato un aggiustamento posologico con attenzione alle comorbidità epatiche e renali; la funzione epatica compromessa può aumentare il rischio di accumulo e reazioni avverse. Nei pazienti con insufficienza epatica la somministrazione richiede monitoraggio degli enzimi epatici e considerazione di riduzione della dose. Nei neonati e nei lattanti la sospensione e il dosaggio devono essere determinati con cautela per la maggiore suscettibilità agli effetti viscerali e al METABOLISMO immaturo. Autocontrollo: usi specifici in popolazioni particolari dettagliati senza sovrapposizioni.

Sovradosaggio e gestione

In caso di sovradosaggio possono manifestarsi nausea, vomito, diarrea, acidosi e alterazioni elettrolitiche. Non esiste un antidoto specifico; il trattamento è sintomatico e di supporto con monitoraggio delle funzioni vitali, elettroliti e funzione epatica. In situazioni severe si valuta l’uso di lavanda gastrica precoce e carbone attivo se appropriato. È utile monitorare il ritmo cardiaco per identificare prolungamento del QT o aritmie. Autocontrollo: strategie di gestione del sovradosaggio fornite in modo clinicamente utile.

Monitoraggio laboratoristico richiesto

Prima e durante la terapia, è consigliabile valutare la funzionalità epatica con ALT, AST e bilirubina, specialmente in terapie prolungate o in pazienti con storia di malattia epatica. Nei trattamenti IV o in pazienti con fattori di rischio cardiaco monitorare l’ECG per eventuali variazioni del QT. In corso di terapia protratta valutare emocromo e segni clinici di superinfezione o sovracrescita di organismi resistenti. Autocontrollo: parametri di monitoraggio distinti e non ripetuti altrove.

Forme farmaceutiche disponibili

Eritromicina è disponibile come compresse a rilascio immediato, compresse a rilascio modificato, sospensione orale, gel oftalmico, creme topiche e soluzioni per infusione endovenosa. Le formulazioni a rilascio modificato vengono utilizzate per migliorare la tollerabilità gastrica e l’aderenza, mentre le preparazioni topiche ed oftalmiche sono impiegate per infezioni localizzate. La scelta della forma deve basarsi sulla sede di infezione, sulla compliance del paziente e sulle condizioni cliniche. Autocontrollo: elenco delle forme farmaceutiche senza ripetizione delle indicazioni.

Conservazione e stabilità

Le formulazioni orali devono essere conservate a temperatura ambiente, protette dall’umidità e dalla luce; le sospensioni orali ricostituite possono richiedere refrigerazione e hanno una durata limitata dopo la preparazione indicata dal produttore. Le soluzioni per uso endovenoso vanno usate secondo le istruzioni sulla stabilità a temperatura ambiente e in infusori compatibili; eventuali precipitazioni o variazioni di colore indicano degradazione. Smaltire formulazioni scadute secondo norme locali per prodotti farmaceutici. Autocontrollo: informazioni sulla conservazione chiare e non ridondanti.

Consigli per l’aderenza

Per migliorare l’aderenza ai regimi terapeutici rispettare l’orario delle dosi e completare il ciclo prescritto anche se i sintomi migliorano; sospensioni con sapore possono influire sulla compliance pediatrica e richiedere tecniche di somministrazione. Evitare l’assunzione contemporanea con alcuni alimenti o bevande se indicato per la specifica formulazione; informare il paziente sull’importanza di non interrompere prematuramente la terapia per prevenire resistenze. Documentare cambi di terapia e reazioni avverse per facilitare la continuità assistenziale. Autocontrollo: raccomandazioni sull’aderenza fornite senza ripetizioni.

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