Meccanismo d’azione del farmaco
Bupropione è un inibitore selettivo della ricaptazione di noradrenalina e dopamina (NDRI), con scarsa affinità per i recettori serotoninergici e per la ricaptazione della serotonina. Agisce inoltre come antagonista parziale dei recettori nicotinici neuronalI, contribuendo all’effetto nella cessazione del fumo. L’attività farmacodinamica è attribuibile sia al composto parentale sia a metaboliti attivi che modulano trasmissione catecolaminergica.
Indicazioni terapeutiche approvate
Bupropione è approvato per il trattamento del disturbo depressivo maggiore (MDD) e per la prevenzione della depressione stagionale in alcuni paesi. È inoltre indicato per la cessazione del fumo come farmaco per la dipendenza da nicotina (formulazione Zyban). L’impiego clinico varia in funzione della formulazione commerciale e delle normative locali.
Formulazioni e dosaggi
Le formulazioni disponibili comprendono compresse a rilascio immediato (IR), a rilascio prolungato (SR) e a rilascio esteso (XL/ER). IR si somministra tipicamente più volte al giorno, SR due volte al giorno e XL una volta al giorno. Le unità di dosaggio comuni sono 75 mg e 100 mg per IR, 150 mg per SR e 150 mg o 300 mg per XL; gli schemi di titolazione e la dose massima giornaliera dipendono dalla formulazione specifica registrata nel paese.
Farmacocinetica e metabolismo
Bupropione viene assorbito per via orale con biodisponibilità influenzata dall’effetto di primo passaggio epatico. Il metabolismo epatico è mediato principalmente dal CYP2B6, con formazione di metaboliti attivi rilevanti come l’idrossibupropione e i derivati idrogenati. L’eliminazione avviene per vie renali sia del composto parentale che dei metaboliti e la clearance può essere influenzata da induttori o inibitori enzimatici.
Emivita e metaboliti attivi
L’emivita del bupropione varia in letteratura ma viene riportata generalmente nell’intervallo di ore-intervallo breve rispetto ai metaboliti; i principali metaboliti attivi presentano emivite più lunghe rispetto al composto parentale. L’idrossibupropione e altri metaboliti contribuiscono all’effetto terapeutico prolungando l’attività farmacologica complessiva.
Controindicazioni assolute documentate
Controindicazioni consolidate includono storia di disturbi convulsivi, pazienti con anoressia nervosa o bulimia nervosa, e uso concomitante di inibitori delle monoaminoossidasi (MAO) o impiego recente di MAO. È controindicato in soggetti con ipersensibilità nota al principio attivo o ad eccipienti della formulazione. Le controindicazioni sono basate su evidenze di rischio aumentato in popolazioni specifiche.
Interazioni farmacologiche principali
Bupropione è substrato del CYP2B6 e può essere influenzato da induttori (es. carbamazepina, fenobarbital, rifampicina) che riducono le sue concentrazioni plasmatiche e da inibitori specifici (es. ticlopidina) che ne aumentano i livelli. Agisce altresì come inibitore clinicamente rilevante del CYP2D6; tale attività può modificare l’esposizione a farmaci metabolizzati da questo isoenzima, con potenziali ripercussioni terapeutiche o di tossicità. L’interazione con tamoxifene è documentata in studi osservazionali e farmacologici tramite inibizione del metabolismo verso l’endossifene attivo.
Effetti avversi comuni
Reazioni avverse segnalate frequentemente comprendono insonnia, secchezza delle fauci, cefalea, nausea e agitazione. Possono comparire sintomi neurologici lievi come tremore e vertigini, nonché alterazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa in alcuni pazienti. L’incidenza e il profilo temporale variano in funzione della dose e della formulazione.
Effetti avversi rari
Eventi avversi rari ma documentati includono reazioni cutanee severe, epatotossicità granulomatosa, e manifestazioni psichiatriche acute come episodi psicotici o ipomaniacali in soggetti predisposti. Sono state riportate anche reazioni ematologiche gravi in casi isolati. La rarità di tali eventi richiede sorveglianza post-marketing e segnalazione sistematica.
Rischio ideazione suicidaria
I dati clinici indicano un aumento del rischio di pensieri suicidari e comportamenti suicidari in pazienti giovani (fino a circa 24 anni) trattati con antidepressivi in studi a breve termine; l’analisi degli studi per bupropione rientra in questa evidenza generale per la classe. Le caratteristiche temporali dell’insorgenza e la variabilità tra le età sono state descritte nelle review regolatorie.
Uso in gravidanza e allattamento
Studi osservazionali e registri di esposizione non hanno mostrato chiari segnali teratogeni definitivi per bupropione, sebbene i dati rimangano limitati e non randomizzati. Bupropione e suoi metaboliti sono stati rilevati nel latte materno; le concentrazioni indotte nella prole sono state segnalate in studi di farmacocinetica ma non esiste un corpus robusto di eventi avversi neonatali correlati. La decisione clinica richiede valutazione del rapporto rischio/beneficio individuale.
Uso in anziani e insufficienza
Nei pazienti anziani la farmacocinetica può essere modificata per comorbilità e polifarmacoterapia; non è sempre richiesto un aggiustamento standard della dose ma occorre cautela e titolazione attenta. In insufficienza epatica la clearance risulta ridotta con possibile accumulo di composto parentale e metaboliti, suggerendo la necessità di modificare la posologia. L’insufficienza renale grave può aumentare l’esposizione ai metaboliti idrosolubili e richiede valutazione specifica.
Monitoraggio clinico raccomandato
Il monitoraggio farmacoterapeutico comprende valutazione clinica periodica dell’umore e del comportamento suicidario, controllo della pressione arteriosa in pazienti a rischio e sorveglianza degli effetti neurologici. Esami di laboratorio routinari non sono prescritti di regola, ma la creatinina e le transaminasi possono essere utili in presenza di fattori di rischio renale o epatico. È raccomandata la revisione delle terapie concomitanti per individuare possibili interazioni.
Indicazioni off-label principali
Usi off-label con evidenza variabile includono il trattamento dell’ADHD in adulti, la gestione della disfunzione sessuale indotta da SSRI, e l’impiego in alcune forme di neuropatia cronica. Alcune di queste applicazioni sono supportate da studi controllati di dimensioni limitate; il profilo rischio-beneficio deve essere valutato caso per caso. In psichiatria l’uso come agente dopaminergico alternativo viene considerato quando gli effetti collaterali degli SSRI risultano limitanti.
Consigli di somministrazione
Per la formulazione XL somministrare al mattino per ridurre l’insorgenza di insonnia. Non schiacciare né dividere le compresse a rilascio prolungato; le formulazioni SR/XL devono essere assunte intere. L’assunzione con o senza cibo è generalmente possibile ma la co-somministrazione con pasti ricchi non altera significativamente la biodisponibilità delle versioni attualmente commercializzate.
Gestione sovradosaggio acuto
In caso di sovradosaggio documentato le manifestazioni cliniche possono includere alterazioni dello stato di coscienza, aritmie e, in casi severi, eventi neurologici acuti. Il trattamento è principalmente di supporto: sorveglianza cardiovascolare ed emodinamica, controllo delle vie aeree e misure di supporto respiratorio se necessario. L’utilizzo di carbone attivo può essere considerato nelle prime ore dall’ingestione in funzione della formulazione assunta e del tempo trascorso.
Effetti sul peso corporeo
Bupropione è associato frequentemente a una riduzione del peso corporeo rispetto ad altri antidepressivi. Questo effetto ha portato allo sviluppo di combinazioni farmacologiche (es. bupropione+naltrexone) per il trattamento dell’obesità, in cui bupropione contribuisce al controllo dell’appetito e al dispendio energetico. L’entità della perdita di peso varia tra i pazienti e dipende dalla durata del trattamento.
Interferenze analitiche note
Bupropione può determinare falsi positivi in alcuni test immunologici per anfetamine nelle urine; la conferma con metodi cromatografici specifici (GC-MS o LC-MS/MS) è raccomandata per evitare errori diagnostici. Altre interazioni con saggi immunologici sono state riportate in letteratura; è opportuno segnalare l’assunzione di bupropione al laboratorio in caso di risultati inattesi.