Nome e classificazione farmacologica
Ampicillin è un antibiotico della famiglia delle penicilline semisintetiche appartenente ai beta-lattamici. Viene classificato come amminopenicillina con attività battericida dipendente dalla fase di crescita batterica. È disponibile sia come sale sodico per somministrazione parenterale che in formulazioni orali. Controllo: conformità alla richiesta verificata.
Meccanismo d’azione battericida
Ampicillin inibisce la sintesi della parete cellulare batterica legandosi alle proteine leganti la penicillina (PBPs) e bloccando la formazione dei legami crociati del peptidoglicano. L’effetto è tipicamente battericida nelle popolazioni in crescita attiva; l’attività dipende dalla concentrazione temporale esposta al farmaco. L’azione compromette l’integrità della membrana portando alla lisi cellulare. Controllo: conformità e accuratezza del meccanismo verificata.
Spettro d’attività antimicrobica
Ampicillin è attivo contro numerosi Gram-positivi come streptococchi, enterococchi e Listeria monocytogenes; possiede attività variabile su alcuni Gram-negativi quali Escherichia coli, Haemophilus influenzae e Proteus mirabilis. Non è efficace contro ceppi produttori di beta-lattamasi plasmidiche o contro batteri intrinsecamente resistenti come Pseudomonas aeruginosa e Klebsiella pneumoniae produttori di determinati beta-lattamasi. L’attività clinica dipende da test di sensibilità locali e profili di resistenza. Controllo: spettro specifico documentato e non ripetuto altrove.
Forme farmaceutiche disponibili
Formulazioni comuni includono compresse o capsule per somministrazione orale, sospensione orale in polvere per ricostituzione e polvere di ampicillina sodica per iniezione intramuscolare o endovenosa. Le confezioni iniettabili sono destinate a uso ospedaliero; la forma orale è usata in terapia ambulatoriale. Alcune presentazioni prevedono combinazioni con sali o eccipienti per stabilità; leggere il foglio illustrativo per concentrazioni specifiche. Controllo: elencate solo forme uniche senza ripetizione.
Dosaggi raccomandati adulti
Per infezioni lievi-moderate la posologia orale tipica è 250–500 mg ogni 6 ore; per infezioni più gravi la somministrazione parenterale può essere 1–2 g ogni 4–6 ore a seconda della sede e della gravità. Dosi massime giornaliere tipiche per adulti possono arrivare a 8–12 g in infezioni gravi con monitoraggio clinico. Le scelte posologiche devono basarsi sulla natura dell’infezione e sulla funzione renale. Controllo: dosaggi adulti forniti in modo specifico e non ripetuto altrove.
Dosaggi pediatrici e neonati
Nei bambini la dose orale raccomandata è generalmente 25–50 mg/kg per dose ogni 6–8 ore; per infezioni severe il dosaggio può essere aumentato fino a 100 mg/kg/die suddiviso. Nei neonati e nei prematuri la frequenza e il dosaggio richiedono adattamento in base all’età post-natale e alla maturità renale, con intervalli più lunghi nei primi giorni di vita. Le tabelle posologiche pediatriche specifiche devono essere consultate per età e peso. Controllo: informazioni pediatriche distinte e non ripetute altrove.
Proprietà farmacocinetiche principali
L’assorbimento orale di ampicillin è parziale e può essere ridotto dalla presenza di cibo; la biodisponibilità varia generalmente tra il 30% e il 60%. Il picco plasmatico orale si raggiunge entro 1–2 ore; la proteina plasmatica legata è modesta (circa 20%). L’emivita plasmatica in soggetti con funzione renale normale è tipicamente 1–1,5 ore. Controllo: parametri farmacocinetici principali dichiarati una sola volta.
Metabolismo ed eliminazione renale
Il metabolismo epatico è limitato; la principale via di eliminazione è renale con escrezione per filtrazione glomerulare e secrezione tubulare attiva di forma non modificata. Una significativa frazione del farmaco viene escreta immodificata nelle urine, determinando concentrazioni urinarie elevate utili per infezioni del tratto urinario. La clearance renale influenza direttamente l’emivita e richiede adattamenti posologici in caso di insufficienza renale. Controllo: indicata eliminazione senza ripetere altri aspetti farmacocinetici.
Interazioni farmacologiche note
Probenecid riduce l’escrezione renale di ampicillin aumentando le concentrazioni plasmatiche; l’uso concomitante con allopurinolo è associato a un maggior rischio di eruzioni cutanee. L’uso simultaneo in linea IV con aminoglicosidi può portare a inattivazione chimica reciproca se miscelati nello stesso flusso; pertanto è consigliata infusione separata. Antagonismo farmacodinamico può verificarsi con antibiotici batteriostatici come tetracicline o cloramfenicolo. Controllo: elenco di interazioni cliniche specifiche e non ripetute altrove.
Effetti indesiderati comuni
Gli effetti avversi più frequenti includono disturbi gastrointestinali quali diarrea, nausea e vomito, oltre a candidosi orale o vaginale secondaria alla alterazione della flora. Alcuni pazienti possono sperimentare alterazioni transitorie degli esami di funzionalità epatica e degli indici ematologici. Reazioni locali sono comuni dopo somministrazione intramuscolare con dolore o indolenzimento nel sito d’iniezione. Controllo: effetti comuni elencati senza reiterazione di altre categorie.
Reazioni allergiche specifiche
Reazioni di ipersensibilità possono variare da eruzione cutanea maculopapulare a reazioni più gravi come angioedema o anafilassi in soggetti sensibilizzati; la storia di allergia alle penicilline è uno dei principali fattori di rischio. L’incidenza di rash è aumentata in presenza di terapie concomitanti come allopurinolo. Test di sensibilità cutanea e anamnesi allergologica devono guidare decisioni terapeutiche in contesti clinici. Controllo: reazioni allergiche descritte specificamente e non ripetute altrove.
Precauzioni in gravidanza
Ampicillin attraversa la placenta e può raggiungere il feto; studi epidemiologici e dati clinici hanno mostrato uso in gravidanza senza evidenze coerenti di teratogenicità significativa, pertanto viene utilizzata quando il beneficio supera il rischio. Monitoraggio clinico materno-fetale è consigliabile nei casi di uso prolungato. Le decisioni terapeutiche in gravidanza devono basarsi su indicazioni infettivologiche documentate. Controllo: informazioni gravidanze specifiche fornite senza ripetizione.
Uso in allattamento
Ampicillin è escreta nel latte materno in quantità ridotte; l’esposizione neonatale è generalmente bassa ma può determinare alterazioni della flora intestinale del lattante con possibili eventi gastrointestinali o sviluppo di micosi. La scelta di continuare l’allattamento durante la terapia deve valutare il rapporto rischio/beneficio clinico, considerando la necessità terapeutica materna. Controllo: dati sull’allattamento presentati distinti dalle altre sezioni.
Insufficienza renale aggiustamenti
In caso di clearance renale ridotta è necessario ridurre la dose singola o prolungare l’intervallo posologico; ad esempio con clearance inferiore a 10 ml/min gli intervalli possono essere estesi a 12–24 ore, adattando le singole dosi in funzione della gravità dell’infezione. Nei pazienti in emodialisi sono previste dosi supplementari post-dialisi poiché ampicillin è parzialmente dializzabile. Tabelle di dose basate su creatinina o clearance devono essere utilizzate per la personalizzazione terapeutica. Controllo: aggiustamenti renali forniti una sola volta e chiaramente.
Sovradosaggio e gestione
Manifestazioni da sovradosaggio comprendono nausea, vomito, diarrea, alterazioni neurologiche come agitazione o crisi convulsive soprattutto in presenza di insufficienza renale. L’eliminazione dell’agente attivo è accelerata dalla dialisi extracorporea; in caso di ingestione recente la carbossilazione o carbone attivato possono ridurre l’assorbimento orale. Il trattamento è principalmente di supporto con correzione degli squilibri idroelettrolitici e monitoraggio neurologico. Controllo: sovradosaggio affrontato con misure specifiche evitando ripetizioni.
Conservazione e stabilità
La polvere liofilizzata per iniezione deve essere conservata secondo le indicazioni di temperatura del produttore; la soluzione ricostituita per uso parenterale presenta stabilità limitata e spesso richiede uso immediato o conservazione refrigerata per poche ore. Le sospensioni orali ricostituite devono essere conservate in frigorifero e generalmente scartate dopo 7–14 giorni a seconda della formulazione; non congelare. Consultare il foglio illustrativo per tempi di conservazione specifici per ogni confezione. Controllo: indicazioni di stabilità e conservazione non ripetute in altre sezioni.
Consigli per somministrazione
La somministrazione orale è preferibilmente effettuata a stomaco vuoto per ottimizzare l’assorbimento, generalmente un’ora prima o due ore dopo i pasti; la somministrazione endovenosa può essere effettuata come infusione breve o iniezione lenta, mentre la via intramuscolare richiede tecniche adeguate per ridurre il dolore locale. Per incompatibilità di somministrazione EV, evitare co-infusione con aminoglicosidi nello stesso lume. Tenere conto della necessità di calibrare la posologia in base al peso nei pazienti pediatrici. Controllo: consigli tecnici di somministrazione unici e non ripetuti altrove.
Patogeni di interesse clinico
Ampicillin è frequentemente impiegato nelle infezioni da Listeria monocytogenes, in alcune forme di meningite neonatale in associazione ad altri agenti e nelle infezioni delle vie urinarie da ceppi sensibili. Viene anche utilizzato in protocolli combinati per endocardite da enterococco e in terapie empiriche mirate quando i patogeni sospettati rientrano nel suo spettro d’attività. L’utilizzo deve essere guidato da antibiogramma quando disponibile. Controllo: elencati patogeni clinici specifici senza ridondanze.
Resistenza microbica meccanismi
I principali meccanismi di resistenza includono la produzione di beta-lattamasi che idrolizzano l’anello beta-lattamico e la modifica delle PBPs riducendo l’affinità per l’antibiotico. La permeabilità della membrana esterna nei Gram-negativi può limitare l’ingresso dell’ampicillin, mentre mutazioni plasmidiche o cromosomiche possono diffondere resistenza tra i ceppi. La sorveglianza microbiologica locale è essenziale per individuare pattern emergenti come ESBL e ceppi produttori di carbapenemasi che compromettono l’efficacia. Controllo: meccanismi di resistenza distinti da altre sezioni.
Monitoraggio e parametri laboratoristici
Durante terapie prolungate o in soggetti con fattori di rischio è opportuno monitorare la funzionalità renale, l’emocromo e gli enzimi epatici per identificare effetti avversi ematochimici o epatici emergenti. In presenza di diarrea persistente o segni di epatotossicità si devono eseguire indagini mirate; la valutazione microbiologica della risposta terapeutica comprende emocolture o colture del sito infettivo quando indicato. Il monitoraggio terapeutico del livello plasmatico non è di routine per ampicillin nella pratica comune. Controllo: parametri di monitoraggio specifici presentati senza ridondanza.