Indicazioni terapeutiche principali
Quetiapina (Seroquel) è indicata per il trattamento della schizofrenia negli adulti e negli adolescenti di età appropriata, per il trattamento degli episodi maniacali e depressivi nel disturbo bipolare di tipo I e per la prevenzione di ricadute in pazienti stabilizzati. In alcune formulazioni è autorizzata come terapia aggiuntiva nei disturbi depressivi maggiori quando la risposta agli antidepressivi è insufficiente. Le indicazioni variano in funzione della preparazione commerciale (compresse a rilascio immediato vs formulazione a rilascio prolungato) e del paese di registrazione. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Forme farmaceutiche disponibili
Seroquel è commercializzato in compresse a rilascio immediato in diverse concentrazioni per consentire titolazioni graduali e terapie croniche; esiste inoltre una versione a rilascio prolungato (XR) progettata per assunzione giornaliera singola. Le compresse possono essere filmate e alcune confezioni presentano suddivisione per facilitare la frazionabilità. Le preparazioni differiscono per profilo di rilascio e per schemi posologici raccomandati; la scelta della forma influisce su titolazione, efficacia sintomatica iniziale e tollerabilità. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Meccanismo d’azione molecolare
La quetiapina è un antipsicotico atipico con antagonismo su recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5-HT2A; questo profilo contribuisce all’efficacia antipsicotica con minore incidenza di EPS rispetto ad antipsicotici tipici. Il metabolita attivo norquetiapina possiede attività differenziata, incluso blocco del trasportatore della noradrenalina e agonismo parziale su 5-HT1A, caratteristiche correlate all’attività antidepressiva. Caratteristiche farmacodinamiche accessorie comprendono affinità per recettori H1 e alfa1-adrenergici, che spiegano effetti sedativi e cardiovascolari. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Farmacocinetica e metabolismo
La quetiapina viene assorbita per via orale con Tmax rapido nelle formulazioni a rilascio immediato e significativamente più lento nelle formulazioni XR; l’emivita plasmatica della molecola libera è dell’ordine di alcune ore, mentre il metabolita norquetiapina presenta emivita più lunga. Il metabolismo epatico è il principale percorso di eliminazione e genera metaboliti inattivi e attivi; l’eliminazione avviene prevalentemente tramite urine e feci sotto forma di metaboliti. La farmacocinetica mostra variabilità interindividuale e dipende dallo stato epatico, dalla presenza di induttori o inibitori enzimatici e dallo stato nutrizionale al momento dell’assunzione. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Dosaggio raccomandato adulto
I regimi posologici variano in base all’indicazione e alla formulazione; per la schizofrenia si utilizzano generalmente titolazioni progressive fino a dosi efficaci che possono collocarsi in un ampio intervallo terapeutico. Le titolazioni iniziali prevedono incrementi nei primi giorni per raggiungere la dose target entro pochi giorni o settimane a seconda della tollerabilità clinica. La terapia deve essere individualizzata valutando risposta clinica e comparsa di eventi avversi; la scelta della dose iniziale e della velocità di titolazione tiene conto dell’età, del peso e della comorbidità. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Dosaggio in depressione bipolare
Nella gestione della componente depressiva del disturbo bipolare la quetiapina in formulazione appropriata viene utilizzata a dosaggi stabiliti per ottenere effetto antidepressivo; le evidenze cliniche supportano dosi specifiche per questa indicazione che differiscono da quelle per mania o schizofrenia. La dose viene impostata considerando il profilo sedativo del farmaco nelle fasi iniziali e la necessità di un’efficacia sostenuta nel tempo. La scelta della formulazione (XR vs IR) influisce sul timing dell’effetto e sulla comodità di assunzione. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Popolazioni speciali dosaggio
Negli anziani si raccomanda avviare con dosi più basse e titolare più lentamente a causa di maggiore sensibilità agli effetti cardiovascolari e sedativi. In caso di compromissione epatica la clearance ridotta richiede aggiustamenti posologici appropriati e un incremento della frequenza di monitoraggio clinico. In soggetti con insufficienza renale non è generalmente necessario un aggiustamento drastico della dose, ma la sorveglianza clinica deve essere intensificata per eventuali accumuli di metaboliti. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Interazioni farmacologiche note
Sono state documentate interazioni clinicamente rilevanti con agenti che modificano i sistemi enzimatici implicati nel metabolismo epatico, con conseguente aumento o riduzione delle concentrazioni plasmatiche della quetiapina. Medicazioni sedative e depressori del SNC possono avere effetti additivi sulla vigilanza e sulle capacità psicomotorie quando somministrate con quetiapina. Alcuni trattamenti concomitanti possono richiedere aggiustamento doseale o monitoraggio clinico più ravvicinato per evitare effetti avversi farmacodinamici. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Effetti avversi comuni
Tra gli eventi avversi più frequentemente riportati figurano sonnolenza e sedazione, bocca secca, costipazione e aumento dell’appetito, che possono contribuire a incremento ponderale nel tempo. Disturbi del sonno e capogiri sono comuni nelle fasi iniziali di trattamento a causa dell’effetto sedativo. È opportuno valutare l’impatto funzionale di questi effetti sul paziente e considerare adattamenti posologici o strategie di gestione farmacologica. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Effetti avversi metabolici
Quetiapina è associata a variazioni metaboliche rilevanti quali aumento di peso, alterazioni dei profili lipidici (specialmente trigliceridi) e iperglicemia che possono evolvere in quadro di intolleranza glucidica o diabete clinico. Tali eventi richiedono monitoraggio basale e periodico di peso corporeo, glicemia a digiuno e profilo lipidico per permettere interventi terapeutici o modifiche della terapia. L’insorgenza di alterazioni metaboliche è dose- e tempo-dipendente con progressione possibile nel corso del trattamento cronico. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Effetti avversi neurologici
Pur avendo minor incidenza di sintomi extrapiramidali rispetto ad antipsicotici tipici, la quetiapina può indurre acatisia, parkinsonismo e, con esposizione prolungata o ad alte dosi, disturbi del movimento tardivi. Segnalazioni di abbassamento della soglia convulsiva sono presenti in letteratura; pertanto, la gestione nei pazienti con storia di convulsioni richiede valutazione rischio/beneficio. L’approccio terapeutico include monitoraggio clinico e rivalutazione della terapia alla comparsa di segni neurologici progressivi. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Effetti cardiovascolari rilevanti
Gli effetti alfa-adrenergici si manifestano con ipotensione ortostatica e tachicardia in fase di titolazione o dopo incremento di dose. Perturbazioni del ritmo cardiaco, inclusa potenziale prolungamento dell’intervallo QT, sono state descritte e richiedono valutazione cardiologica in presenza di fattori di rischio preesistenti. Nelle situazioni di sovradosaggio gli effetti cardiovascolari assumono rilevanza clinica maggiore e necessitano di monitoraggio emodinamico. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Controindicazioni e precauzioni
Controindicazione specifica è l’ipersensibilità nota alla quetiapina o a uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione. Precauzioni particolari si applicano in presenza di patologie concomitanti quali malattie cardiovascolari rilevanti, storia di convulsioni, e condizioni che possono aumentare il rischio di acidosi o squilibri metabolici. L’uso in pazienti con demenza comporta considerazioni cliniche specifiche dovute a incremento di rischio di eventi avversi in popolazioni fragili. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Uso in gravidanza allattamento
La quetiapina attraversa la placenta e risulta presente nel latte materno; dati clinici limitati rendono necessaria una valutazione individuale del rapporto rischio/beneficio in gravidanza e durante l’allattamento. Esposizione fetale o neonatale in terapia materna durante il terzo trimestre è stata associata a casi di sintomi extrapiramidali o di astinenza nel neonato; il management perinatale deve includere comunicazione tra ostetrica, pediatra e prescrittore. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Conservazione e stabilità
Le compresse vanno conservate alla temperatura indicata dal produttore, generalmente a temperatura ambiente non elevata, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta. La stabilità della formulazione XR richiede che le compresse non siano frantumate né masticate; la manipolazione meccanica può alterare il profilo di rilascio. Le scadenze e le condizioni di conservazione devono essere riportate sulla confezione e rispettate per garantire l’efficacia del prodotto. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Somministrazione e assunzione
La somministrazione della forma a rilascio immediato è solitamente divisa in più dosi giornaliere mentre la forma XR è pensata per assunzione una volta al giorno preferibilmente alla stessa ora per migliorare l’aderenza. Alcune formulazioni possono essere assunte con o senza cibo; tuttavia la presenza di un pasto ricco di grassi può influenzare il profilo di rilascio nelle formulazioni a rilascio prolungato. Le compresse destinate a rilascio prolungato non devono essere frantumate, tagliate o masticate. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Monitoraggio clinico necessario
Prima dell’inizio e periodicamente durante il trattamento è raccomandato misurare peso corporeo, glicemia a digiuno, profilo lipidico e pressione arteriosa per l’identificazione precoce di alterazioni metaboliche o cardiovascolari. Se presente storia cardiologica o fattori di rischio per aritmie, considerare ECG basale e successive valutazioni mirate. La valutazione clinica deve includere anche controllo della funzione epatica quando indicato dalla storia clinica o dalla comparsa di sintomi suggestivi di epatotossicità. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Sovradosaggio e trattamento
Il quadro clinico da sovradosaggio comprende marcata sedazione, stato soporoso, alterazioni cardiovascolari e, nei casi gravi, compromissione del livello di coscienza. Il trattamento è di supporto: gestione delle vie aeree, monitoraggio emodinamico e misure sintomatiche; la decisione di utilizzare tecniche di eliminazione o antidoti dipende dal quadro clinico e dal tempo dall’assunzione. Segnalazione e documentazione dell’evento con comunicazione alle strutture di riferimento per intossicazioni costituiscono parte integrante della gestione. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Considerazioni farmacogenetiche rilevanti
Varianti genetiche che influenzano l’attività enzimatica epatica possono modulare le concentrazioni plasmatiche di quetiapina e dei suoi metaboliti, con conseguente impatto su efficacia e tollerabilità. L’identificazione di polimorfismi significativi del metabolismo non è routinaria ma può spiegare risposte terapeutiche atipiche o reazioni avverse in singoli pazienti. La conoscenza del profilo farmacogenetico può orientare decisioni di dosaggio in situazioni cliniche complesse. (Verifica: contenuto conforme al prompt)
Consigli per aderenza
Strategie pratiche per migliorare l’aderenza includono scelta della formulazione più adatta al paziente, semplificazione dello schema posologico e supporti organizzativi come promemoria o contenitori settimanali. Informare il paziente sulla possibile comparsa di effetti sedativi nelle prime fasi e sulla necessità di non interrompere bruscamente il farmaco senza supervisione medica favorisce continuità terapeutica. La collaborazione con il team di cura e controlli periodici programmati incrementano il monitoraggio dell’efficacia e della tollerabilità. (Verifica: contenuto conforme al prompt)






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