Indicazioni terapeutiche principali
Norvasc (amlodipina besilato) è indicato per il trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale e per la terapia dell’angina stabile da sforzo e dell’angina vasospastica di Prinzmetal. Può essere impiegato sia in monoterapia sia in associazione con altri agenti antipertensivi per ottenere il controllo pressorio. L’efficacia nel ridurre l’incidenza di episodi anginosi è documentata in studi clinici su pazienti con malattia coronarica stabile.
Meccanismo d’azione amlodipina
Amlodipina è un bloccante dei canali del calcio di tipo L della classe delle diidropiridine che esercita una vasodilatazione arteriolare periferica. L’inibizione dell’ingresso di calcio nelle cellule muscolari lisce vascolari riduce la resistenza vascolare sistemica e quindi la pressione arteriosa. L’azione è prevalentemente periferica con scarso effetto diretto sulla conduzione atrioventricolare a dosi terapeutiche.
Forme farmaceutiche disponibili
Norvasc è commercializzato come compresse in dosaggi standard di 2,5 mg, 5 mg e 10 mg di amlodipina (besilato). Il principio attivo è presente come sale di besilato specifico per questo marchio; il formato di confezionamento comune è blister o flacone in scatole da 30 o 28 compresse a seconda del mercato. Non sono previste formulazioni iniettabili o liquide per uso routinario per questo principio attivo nella versione Norvasc.
Dosaggio e somministrazione
La dose iniziale raccomandata per l’adulto con ipertensione è generalmente 5 mg una volta al giorno. In pazienti con rischio di ipotensione o che richiedono un incremento graduale della terapia è possibile iniziare con 2,5 mg; l’intervallo di titolazione consigliato tra aggiustamenti posologici è tipicamente di 7-14 giorni per valutare la risposta clinica. La dose massima giornaliera approvata è 10 mg; eventuali aumenti devono essere giustificati da valutazioni cliniche documentate.
Farmacocinetica e metabolismo
Assorbimento orale di amlodipina è completo con biodisponibilità orale compresa tra circa 60% e 65% e tempo di picco plasmatico mediano di 6-12 ore. L’emivita terminale è lunga, generalmente 30-50 ore, consentendo somministrazione una volta al giorno e accumulo minimo al regime cronico. Il farmaco è altamente legato alle proteine plasmatiche e viene ampiamente metabolizzato nel fegato principalmente tramite il sistema CYP3A4 a metaboliti inattivi, con escrezione renale di metaboliti e una minima quantità di farmaco inalterato.
Interazioni farmacologiche note
Amlodipina subisce metabolismo mediato da CYP3A4; inibitori forti di questo isoenzima (per esempio ketoconazolo, ritonavir, claritromicina) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche di amlodipina e richiedere monitoraggio. Induttori enzimatici come rifampicina e carbamazepina possono ridurne l’esposizione. L’assunzione concomitante di succo di pompelmo può potenzialmente aumentare la biodisponibilità; in letteratura sono riportate interazioni clinicamente rilevanti con alcuni inibitori/induttori CYP3A4.
Controindicazioni e precauzioni
Norvasc è controindicato in pazienti con nota ipersensibilità all’amlodipina o ad altri componenti della formulazione. L’uso è controindicato in condizioni di shock cardiogeno e in pazienti con ipotensione clinicamente significativa. In presenza di stenosi aortica severa la riduzione della pressione arteriosa può compromettere il flusso coronarico; pertanto l’uso richiede prudenza e valutazione specialistica.
Effetti indesiderati comuni
Gli effetti indesiderati più frequentemente segnalati includono edema periferico di grado variabile, cefalea, vertigini e rossore cutaneo. L’edema periferico è dose-dipendente e coinvolge più frequentemente gli arti inferiori; la sua insorgenza non sempre correla con segni di insufficienza cardiaca. Altre reazioni riportate comprendono palpitazioni, astenia e, meno frequentemente, ipotensione sintomatica.
Gestione del sovradosaggio
Il quadro clinico da sovradosaggio comprende vasodilatazione marcata con ipotensione, possibile tachicardia riflessa o, in alcuni casi, bradicardia e segni di insufficienza cardiaca. Il trattamento è principalmente di supporto: monitorizzazione cardiaca continua, somministrazione di fluidi endovenosi e, se necessario, vasopressori. L’uso di soluzioni di calcio (per esempio gluconato di calcio EV) può temporaneamente controbilanciare l’effetto da blocco dei canali del calcio; in casi refrattari possono essere indicate tecniche avanzate di supporto emodinamico.
Popolazioni speciali cliniche
Nei pazienti con compromissione epatica significativa la clearance di amlodipina è ridotta e si raccomanda di iniziare con dosi inferiori, con monitoraggio della risposta clinica. Nei soggetti anziani si osserva maggiore esposizione plasmatica media rispetto ai giovani sani; per questo motivo è opportuno considerare una dose iniziale più bassa. L’insufficienza renale in genere non richiede aggiustamento posologico in assenza di alterazioni epatiche concomitanti.
Consigli per conservazione
Conservare le compresse di Norvasc nella confezione originale a temperatura ambiente controllata, tipicamente inferiore a 25 °C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta. Non esporre a temperature estreme né lasciare il medicinale in ambienti umidi come bagni. La stabilità della forma solida è documentata fino alla data di scadenza indicata sulla confezione se conservata secondo le istruzioni del produttore.
Informazioni sulla co-somministrazione
L’associazione di amlodipina con ACE-inibitori, sartani o diuretici è frequentemente utilizzata per ottenere un controllo pressorio sinergico, con effetti complementari sui determinanti emodinamici. La combinazione con un beta-bloccante è una strategia terapeutica consolidata nell’angina stabile per migliorare la tolleranza all’esercizio riducendo la frequenza cardiaca e la richiesta miocardica di ossigeno. In presenza di co-somministrazione con statine metabolizzate da CYP3A4 è necessario valutare le linee guida specifiche per i limiti posologici (ad esempio con simvastatina).