Meldonium

Il principio attivo è il meldonium, noto anche con nomi commerciali come Mildronate o Mildronāts e talvolta abbreviato in THP; viene usato per migliorare la circolazione e la funzione cardiaca, ad esempio in caso di angina, insufficienza cardiaca, per favorire il recupero dopo eventi ischemici e per aumentare la resistenza fisica.

Prezzo del Meldonium

In genere, la Meldonium ha un prezzo che va da 0.74€ fino a 1.17€ per pillole. La variazione del prezzo dipende dal volume della confezione e dalla concentrazione di entità attive (40 o 360 pillole; 500mg, 250mg).

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Description

Profilo farmacologico generale

Meldonium (nome commerciale comune Mildronate) è un analogo strutturale della gammabutirobeta-ina che altera il metabolismo degli acidi grassi nelle cellule cardiache e muscolari. Agisce principalmente riducendo la sintesi intramitocondriale di L-carnitina e modulando il trasporto degli acidi grassi verso la β-ossidazione nei mitocondri. La modifica del metabolismo energetico favorisce una maggiore utilizzazione del glucosio e una riduzione del consumo di ossigeno durante ischemia. Il composto è sintetizzato come sale (solitamente cloridrato o sale di trimetilidrazinio) e si presenta in formulazioni orali e iniettabili disponibili in differenti paesi.

Meccanismo d’azione primario

Meldonium inibisce l’enzima γ-butirobetaina hydroxylase in misura variabile, determinando una diminuita conversione della gammabutirobeta-ina in L-carnitina. La minore disponibilità di L-carnitina limita l’ingresso degli acidi grassi a lunga catena nei mitocondri, spostando la produzione energetica verso processi glicolitici meno ossidativi. Tale spostamento metabolico riduce la produzione di radicali liberi in condizioni di ischemia e diminuisce la domanda di ossigeno della cellula. L’effetto è osservabile a livello cardiaco, muscolare scheletrico e, in parte, cerebrale, con variazioni dipendenti dalla dose e dalla durata del trattamento.

Indicazioni terapeutiche principali

Indicazioni approvate in alcuni paesi comprendono trattamento dell’angina pectoris cronica stabile, cardiomiopatie dilatative e ischemia cerebrale cronica con sintomi di affaticamento. Viene inoltre impiegato come supporto metabolico in insufficienza cardiaca cronica per migliorare la tolleranza allo sforzo. Alcune indicazioni traslazionali includono recupero post-ictus ischemico e riabilitazione in patologie muscolari, sebbene la validazione clinica vari tra gli studi e tra le autorità regolatorie nazionali.

Forme farmaceutiche disponibili

Forme comuni comprendono compresse da 250 mg e 500 mg, soluzione iniettabile concentrata (es. soluzione al 5% per somministrazione intramuscolare o endovenosa) e talvolta gocce orali o capsule. Le confezioni e dosaggi variano secondo il paese e il produttore; le compresse sono utilizzate per terapia cronica e la soluzione parenterale per somministrazioni in acuto o quando la via orale non è praticabile. La biodisponibilità varia con la formulazione e la presenza di cibo nello stomaco.

Dosaggio e somministrazione

Posologia classica per adulti: 500 mg due volte al giorno per via orale come schema iniziale, con possibili varianti 250 mg tre volte al giorno per periodi più lunghi; per via parenterale si utilizzano soluzioni da 5% in iniezione intramuscolare o endovenosa, tipicamente 2–10 ml al giorno in base alla gravità clinica. Nei regimi di mantenimento la dose può essere ridotta a 250–500 mg al giorno. Regolazioni posologiche sono raccomandate in presenza di insufficienza renale e la durata del trattamento deve essere definita in base alla risposta clinica documentata.

Farmacocinetica clinica dettagliata

Assorbimento orale rapido con Tmax tipicamente entro 1–2 ore dopo somministrazione; la biodisponibilità può essere influenzata dal pasto. Distribuzione nei tessuti ricchi di mitocondri, inclusi cuore e muscoli scheletrici, con legame plasmatico moderato. Metabolismo minimo a livello epatico e escrezione principalmente renale in forma immodificata; il tempo di emivita terminale è nell’ordine di alcune ore e può prolungarsi in soggetti con clearance renale ridotta. Non sono segnalati metaboliti attivi rilevanti a livello clinico nella maggior parte degli studi.

Effetti avversi comuni

Effetti avversi riportati con maggiore frequenza includono disturbi gastrointestinali (nausea, dolore addominale, diarrea), cefalea, capogiro e sensazione di astenia transitoria. Reazioni cutanee lievi come eritema o prurito possono manifestarsi nei primi giorni di terapia. La maggior parte degli eventi avversi è di grado lieve-moderato e tende a risolversi alla riduzione della dose o alla sospensione del farmaco.

Reazioni avverse gravi

Sono state descritte reazioni di ipersensibilità severa, inclusi casi rari di angioedema e reazioni anafilattoidi, oltre a episodi isolati di aritmie cardiache e incremento dei markers di danno epatico. Questi eventi sono poco frequenti ma richiedono valutazione specialistica; la segnalazione post-marketing ha documentato tale profilo nei registri farmacovigilanza di vari paesi. L’incidenza precisa varia in base alla popolazione trattata e alla presenza di comorbilità cardiovascolari.

Controindicazioni cliniche note

Controindicazioni documentate comprendono ipersensibilità accertata al principio attivo o agli eccipienti delle formulazioni. È sconsigliato l’uso in pazienti con condizioni note che possono essere aggravate dalla modifica del metabolismo lipidico senza adeguata sorveglianza specialistica. Alcune schede tecniche elencano controindicazioni specifiche per la via parenterale, come infezioni locali attive nel sito di iniezione o squilibri elettrolitici non corretti.

Interazioni farmacologiche documentate

Non sono numerose le interazioni farmacologiche fortemente documentate; tuttavia meldonium può alterare lo stato metabolico cellulare e potenzialmente modificare la risposta a farmaci che dipendono dal metabolismo energetico cellulare. È stata riportata possibile interferenza con integrazioni di L-carnitina, poiché meldonium riduce la biosintesi di quest’ultima. Interazioni con farmaci antiaritmici e antianginosi sono state segnalate in osservazioni cliniche, pertanto si richiede cautela e monitoraggio elettrocardiografico nei pazienti in terapia combinata.

Gravidanza e allattamento

Dati controllati in gravidanza sono insufficienti per stabilire un profilo di sicurezza; per questo motivo l’uso è valutato caso per caso dagli specialisti nelle condizioni in cui il potenziale beneficio superi i rischi. Studi su animali mostrano effetti variabili sullo sviluppo embrio-fetale a dosi elevate, senza conclusioni definitive per l’uomo. La secrezione nel latte materno non è completamente caratterizzata; viene adottata una valutazione rischio/beneficio prima dell’impiego durante l’allattamento.

Sovradosaggio: quadro clinico

Segnalazioni di sovradosaggio indicano sintomi principalmente gastrointestinali (vomito, diarrea), sintomi neurologici transitori (sonnolenza, confusione) e alterazioni emodinamiche variabili. Non sono descritti profili tossicologici caratteristici con compromissione d’organo irreversibile a dosi isolate negli studi clinici pubblicati. L’evoluzione dipende dalla quantità assunta, dalla via di somministrazione e dalla tempestività delle misure di supporto.

Sovradosaggio: gestione clinica

La gestione è generalmente di supporto: mantenimento delle funzioni vitali, correzione degli squilibri idro-elettrolitici, monitoraggio emodinamico e trattamento sintomatico di nausea e dolore. In caso di ingestione recente si può valutare l’uso di carbone attivo; non esistono antidoti specifici riconosciuti. La dialisi extracorporea non è stata dimostrata come procedura routinaria efficace per l’eliminazione del composto e la decisione terapeutica viene presa in base allo stato clinico e alla clearance renale del paziente.

Monitoraggio clinico raccomandato

Monitoraggio periodico della funzione renale e dei profili metabolici è raccomandato in terapia prolungata, poiché l’eliminazione renale è la via principale di escrezione. In contesti cardiologici si suggerisce controllo ECG e valutazione della tolleranza allo sforzo per rilevare modifiche della conduzione o della funzione contrattile. Il dosaggio plasmatico di L-carnitina può essere monitorato in studi specialistici per valutare l’impatto metabolico del farmaco e guidare eventuali aggiustamenti terapeutici.

Conservazione e stabilità

Conservare a temperatura ambiente al di sotto dei 25 °C, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta; le soluzioni iniettabili devono essere utilizzate entro i tempi indicati dal produttore una volta aperte. Non congelare le formulazioni liquide e non utilizzare confezioni danneggiate che mostrino alterazioni del colore o presenza di particelle. Le condizioni di conservazione possono variare fra differenti lotti e produttori; attenersi alle istruzioni del foglio illustrativo allegato alla confezione.

Stato normativo internazionale

Meldonium è stato autorizzato per uso medicinale in diversi paesi dell’Europa orientale e in alcune ex repubbliche sovietiche con indicazioni cardiologiche specifiche. Dal 2016 meldonium è inserito nella lista delle sostanze vietate dall’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) come modulatore metabolico, condizionando l’uso negli atleti agonisti. La regolamentazione commerciale e l’inclusione nelle schede terapeutiche nazionali differiscono tra paesi; in alcune giurisdizioni l’uso è soggetto a prescrizione medica ristretta.

Note composizione galenica

Le compresse comuni contengono come eccipienti agenti leganti, disgreganti e lubrificanti quali povidone, amido e magnesio stearato; le soluzioni iniettabili includono sali tampone e agenti stabilizzanti compatibili con uso parenterale. Le differenze galeniche possono influire su biodisponibilità e tollerabilità individuale, pertanto è importante conoscere la composizione specifica in presenza di allergie o intolleranze note ad eccipienti. Versioni generiche possono presentare variazioni negli eccipienti rispetto al prodotto di riferimento.

Impatto su test antidoping

Meldonium è vietato nelle competizioni agonistiche dalla WADA a partire dal 1° gennaio 2016 ed è rilevabile nelle urine con metodi cromatografici e spettrometrici specifici. L’esposizione recente o l’uso terapeutico prima della messa al bando ha richiesto studi sull’emivita e sulla finestra di rilevazione; valori residui possono persistere vari mesi dopo sospensione in alcuni individui, influenzando negativamente la valutazione antidoping. Le procedure di laboratorio devono rispettare limiti di sensibilità e criteri di conferma per evitare risultati falsi positivi o negativi.

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