Estrace guida farmacologica
Estrace è il nome commerciale per compresse di estradiolo micronizzato somministrate per via orale. Le informazioni qui esposte riguardano composizione, uso clinico, profilo farmacologico, interazioni, monitoraggio e istruzioni pratiche rivolte ai pazienti. Le affermazioni si basano su dati farmacologici e indicazioni autorizzate; ciascuna sezione fornisce informazioni tecniche mirate e non ripetute nelle altre parti del documento.
Composizione e formulazione
Ciascuna compressa di Estrace contiene estradiolo micronizzato come principio attivo nelle dosi disponibili comunemente da 1 mg e 2 mg. Gli eccipienti possono includere lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, povidone e magnesio stearato; la formulazione è studiata per garantire una biodisponibilità migliorata rispetto all’estradiolo non micronizzato. Le caratteristiche farmaceutiche del prodotto determinano la velocità di disgregazione e la stabilità chimica durante la conservazione alla temperatura indicata in etichetta.
Meccanismo d’azione farmacologico
Estradiolo agisce come agonista dei recettori estrogenici alfa e beta presenti in tessuti bersaglio quali utero, mammella, osso, apparato cardiovascolare e sistema nervoso centrale. L’attivazione dei recettori estrogenici regola l’espressione genica e comporta effetti su proliferazione cellulare, metabolismo lipidico, mantenimento della densità ossea e modulazione dei sintomi vasomotori. L’effetto clinico dipende dalla dose, dalla durata della somministrazione e dallo stato endocrino della paziente.
Indicazioni cliniche approvate
Estrace è indicato per il trattamento dei sintomi vasomotori associati alla menopausa e per il trattamento dell’atrofia genitourinaria postmenopausale quando non è appropriata una terapia locale. È impiegato anche nella terapia sostitutiva negli stati di carenza estrogenica documentata in donne con menopausa naturale o chirurgica. In alcuni paesi la terapia è considerata per la prevenzione dell’osteoporosi postmenopausale solo quando altre misure non sono adatte; le specifiche indicazioni possono variare in base all’autorizzazione nazionale.
Dose e modalità somministrativa
La dose iniziale tipica per il trattamento dei sintomi menopausali è 1 mg di estradiolo orale al giorno, con possibilità di incremento a 2 mg al giorno in caso di risposta insufficiente. Le compresse vanno assunte per via orale, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno, senza necessità di assunzione con i pasti ma con coerenza temporale. Per donne con utero integro la terapia estrogenica orale deve essere associata a progestinico per prevenire iperplasia endometriale; i regimi posologici (continuo o ciclico) del progestinico devono essere scelti in base alle indicazioni cliniche.
Regimi e monitoraggio clinico
Prima dell’inizio della terapia è raccomandata valutazione completa che includa storia clinica, esame mammario, controllo della pressione arteriosa e, se indicato, esami ematici di base. Durante il trattamento si suggerisce monitoraggio periodico con mammografia e controllo ginecologico annuale; la frequenza degli esami ematochimici e dei lipidi va modulata in base ai fattori di rischio individuali. La rivalutazione dell’efficacia e della necessità di continuare la terapia deve avvenire regolarmente e documentata nel follow-up clinico.
Controindicazioni assolute note
Estrace non deve essere utilizzato in presenza di carcinoma mammario noto, tumori estrogeno-dipendenti (concomitanti o sospetti), emorragia vaginale non diagnosticata o tromboembolia venosa acuta o pregressa documentata. Controindicazioni comprendono anche insufficienza epatica severa non controllata e ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti riportati. La presenza di fattori trombofilici congeniti o acquisiti richiede valutazione specialistica prima di considerare la terapia.
Effetti indesiderati principali
Gli eventi avversi più frequentemente riportati includono tensione mammaria, nausea, cefalea, ritenzione idrica, alterazioni dell’umore e spotting o sanguinamento uterino irregolare. A dosaggi prolungati possono manifestarsi cambiamenti nei lipidi plasmatici e aumento della pressione arteriosa; in donne con utero non protetto si osserva rischio di iperplasia endometriale. Gli eventi avversi gravi, benché meno frequenti, comprendono tromboembolismo venoso e ictus, la cui incidenza è correlata a età e comorbilità.
Interazioni farmacologiche principali
Estradiolo orale subisce metabolismo epatico e pertanto l’attività può essere alterata da induttori (es. carbamazepina, fenitoina, rifampicina, erbacee come Hypericum perforatum) che ne riducono le concentrazioni plasmatiche. Inibitori del CYP3A4 possono aumentarne livelli sistemici. L’estrogeno altera i livelli di alcuni fattori plasmatici con possibile interferenza sull’effetto di anticoagulanti orali; può inoltre aumentare la TBG influenzando i livelli totali di ormoni tiroidei e richiedere aggiustamento della terapia sostitutiva tiroidea.
Farmacocinetica ed eliminazione
Dopo somministrazione orale l’estradiolo micronizzato è assorbito a livello gastrointestinale con successiva metabolizzazione epatica ad estrone ed estrone solfato. È presente ricircolo enteroepatico che contribuisce al profilo plasmatico; estradiolo libero si lega alle proteine plasmatiche inclusa la SHBG. I metaboliti coniugati vengono eliminati principalmente per via renale e in parte per via biliare; la funzione epatica e l’uso concomitante di farmaci che modificano il metabolismo possono influenzare la farmacocinetica.
Effetti su test laboratoristici
La somministrazione di estradiolo può modificare i risultati di esami di laboratorio: incremento dei fattori della coagulazione, aumento della trigliceridemia in alcuni pazienti, riduzione dei valori di FSH e LH per feedback negativo, e aumento della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG). Tali alterazioni possono interferire con il monitoraggio di malattie epatiche, profili lipidici e terapia anticoagulante; è opportuno informare il laboratorio e il medico prescrittore dell’uso di estradiolo prima di valutazioni diagnostiche specifiche.
Uso in gravidanza e sviluppo
L’uso di estrogeni sistemici come Estrace è controindicato in gravidanza documentata. L’esposizione in epoca embrionaria può interferire sullo sviluppo fetale e non esistono indicazioni terapeutiche per l’uso ostetrico. In caso di sospetta gravidanza durante il trattamento l’interruzione del farmaco deve essere valutata immediatamente dal medico curante; la posologia non è calibrata per sicurezza fetale in donne in età fertile non sterilizzate.
Allattamento e trasferimento
Estradiolo è escreto nel latte materno e può sopprimere la produzione lattea; pertanto l’uso durante l’allattamento richiede valutazione rischio-beneficio e considerazione di alternative non sistemiche. La concentrazione nel latte è influenzata dalla dose e dalla farmacocinetica materna; l’esposizione neonatale deve essere ponderata quando si decide la continuazione dell’allattamento materno.
Conservazione e smaltimento
Le compresse di Estrace devono essere conservate nella confezione originale a temperatura ambiente, al riparo da umidità e luce diretta e fuori dalla portata dei bambini. La validità e le condizioni di conservazione specifiche sono indicate sul foglietto illustrativo e sull’imballaggio del prodotto. I medicinali scaduti o non più necessari devono essere smaltiti secondo le normative locali per i rifiuti farmaceutici e non eliminati tramite acque di scarico o rifiuti domestici.
Istruzioni al paziente
Il paziente deve assumere la compressa ogni giorno alla stessa ora e non interrompere la terapia senza consultare il medico. In caso di dimenticanza di una dose si consiglia di assumere la compressa non appena ricordata se manca poco tempo per la dose successiva; non raddoppiare le dosi per compensare quelle dimenticate. È essenziale che il medico curante sia informato di tutti gli altri farmaci o integratori assunti e che la paziente mantenga gli appuntamenti di monitoraggio prescritti per rivalutare efficacia e tollerabilità.





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