Nome e composizione
Diclofenac è un principio attivo appartenente alla classe dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). Le forme commerciali includono sale sodico, sale potassico e sali a rilascio modificato; la forma molecolare può variare e influisce sulla velocità di assorbimento. Le preparazioni sono disponibili come compresse, compresse a rilascio prolungato, supposte, soluzioni iniettabili, gel topici e cerotti transdermici, ciascuna con eccipienti specifici che ne influenzano la biodisponibilità e l’uso clinico.
Meccanismo d’azione farmacologico
Diclofenac inibisce principalmente le isoforme ciclossigenasiche (COX-1 e COX-2), riducendo la sintesi delle prostaglandine proinfiammatorie. L’inibizione della COX-2 spiega l’effetto analgesico e antinfiammatorio, mentre l’inibizione della COX-1 è associata ad effetti collaterali gastrointestinali e piastrinici. Altri effetti includono la modulazione della produzione di radicali liberi e l’alterazione della permeabilità vascolare a livello dei tessuti infiammati.
Proprietà farmacocinetiche principali
Diclofenac viene rapidamente assorbito per via orale, con biodisponibilità orale ridotta dal primo passaggio epatico; le formulazioni a rilascio prolungato e il sale potassico offrono diverse velocità di assorbimento. È altamente legato alle proteine plasmatiche (>99%) e distribuito in tessuti sinoviali, dove la concentrazione può persistere più a lungo rispetto al plasma. Viene metabolizzato principalmente nel fegato mediante ossidazione e coniugazione; gli metaboliti vengono eliminati per via renale e biliare. L’emivita plasmatica è breve (circa 1-3 ore per formulazioni standard), ma l’effetto tissutale può durare più a lungo, giustificando somministrazioni con diverso intervallo a seconda della formulazione.
Indicazioni terapeutiche principali
Diclofenac è indicato per il trattamento del dolore acuto di varia origine, per le flogosi muscolo-scheletriche acuto e croniche, compresa l’artrosi e la spondilite anchilosante. È impiegato anche per il controllo del dolore post-operatorio e per le crisi algiche di breve durata come la lombalgia acuta. Le formulazioni topiche sono specificamente indicate per dolori localizzati muscolo-scheletrici e tendiniti, con ridotto assorbimento sistemico rispetto alle formulazioni orali.
Regimi posologici dettagliati
Per via orale le dosi variano: formulazioni a rilascio immediato tipicamente 50 mg due-tre volte al giorno; formulazioni a rilascio prolungato 100–200 mg una volta al giorno secondo confezione e indicazione. Il sale potassico è spesso usato per un’assorbimento più rapido nelle crisi acute con dosaggi simili ma somministrazione più frequente. Per via topica le creme o gel sono applicate 2–4 volte al giorno in strati sottili sulla zona dolorante, mentre i cerotti vengono cambiati secondo indicazioni specifiche del prodotto. Le supposte vengono impiegate quando la via orale non è praticabile, con dosaggi equivalenti a quelli orali ma con diversa cinetica di assorbimento.
Controindicazioni principali cliniche
Controindicazioni includono ipersensibilità nota al diclofenac o ad altri FANS, precedenti reazioni bronchospastiche indotte da ASA o FANS e presenza di emorragia gastrointestinale attiva o ulcera peptica non guarita. È controindicato in pazienti con grave insufficienza epatica o renale quando l’eliminazione è compromessa e nell’ultimo trimestre di gravidanza a causa del rischio di chiusura prematura del dotto arterioso. Anche la storia di reazioni cutanee gravi correlate a FANS costituisce controindicazione all’uso.
Reazioni avverse comuni
Le reazioni avverse più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale: dispepsia, nausea, dolore addominale e, meno frequentemente, ulcera peptica. Manifestazioni epatiche transitorie possono verificarsi con aumento degli enzimi epatici nelle analisi di laboratorio. Effetti a carico del sistema nervoso comprendono vertigini e cefalea. Reazioni locali quali irritazione cutanea o eritema possono comparire dopo uso topico; la frequenza e la gravità variano con la via di somministrazione.
Interazioni farmacologiche rilevanti
Diclofenac può aumentare il rischio di sanguinamento se co-somministrato con anticoagulanti orali o inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) a causa dell’effetto sulle piastrine. L’associazione con altri FANS o corticosteroidi incrementa il rischio di eventi gastrointestinali. Farmaci che inducono o inibiscono il citocromo epatico (CYP2C9 in particolare) modificano le concentrazioni plasmatiche di diclofenac. L’uso concomitante con ACE-inibitori o diuretici può ridurre l’efficacia antipertensiva di questi farmaci e aumentare il rischio di compromissione renale.
Uso in gravidanza allattamento
Durante il primo e secondo trimestre la somministrazione comporta rischi valutati caso per caso; tuttavia l’uso sistemico non è consigliato se non strettamente necessario. Nel terzo trimestre l’uso sistemico è controindicato per il potenziale effetto di chiusura prematura del dotto arterioso fetale e possibile oligoidramnios. Diclofenac è presente nel latte materno in piccole quantità; valutare rapporto rischio/beneficio nell’allattamento, preferendo, se necessario, formulazioni e dosaggi che riducano l’esposizione neonatale.
Uso nei pazienti anziani
Nei pazienti anziani si osserva maggiore suscettibilità agli effetti avversi, in particolare epatici, renali e gastrointestinali; pertanto dosaggi minimi efficaci e monitoraggio clinico-laboratoristico sono raccomandati. L’albumina plasmaticamente ridotta nella popolazione anziana può aumentare la frazione libera del farmaco, alterandone la farmacocinetica. Riduzione della dose o prolungamento degli intervalli posologici può essere necessario in base alla funzione renale ed epatica.
Uso nei pazienti pediatrici
La sicurezza e l’efficacia nel bambino variano in funzione della formulazione e dell’età; esistono preparazioni pediatriche specifiche con dosaggi calcolati in mg/kg per indicazioni infiammatorie o post-operatorie. Per neonati e lattanti la somministrazione è limitata e soggetta a criteri di idoneità clinica e funzionalità epatica/renale. L’uso pediatrico richiede attenzione alla modalità di somministrazione, alla concentrazione della formulazione e alla verificabilità del dosaggio in base al peso.
Monitoraggio durante terapia
Durante l’uso prolungato sono utili controlli periodici degli enzimi epatici e della funzionalità renale, oltre a valutazioni ematologiche per eventuali alterazioni della conta ematica. Monitorare segni clinici di sanguinamento occulto o anemia in corso di terapia orale. Valutazioni cardiologiche e monitoraggio della pressione arteriosa possono essere indicati in pazienti con fattori di rischio cardiovascolare, poiché l’effetto emodinamico dei FANS può alterare il bilancio pressorio.
Gestione sovradosaggio acuto
Il sovradosaggio può causare nausea, vomito, ipotensione, depressione respiratoria e alterazioni neurologiche. La rimozione del farmaco mediante lavanda gastrica o carbone attivo può essere considerata in base al tempo trascorso dall’ingestione e alla quantità. Trattamenti di supporto comprendono monitoraggio emodinamico, correzione degli squilibri elettrolitici e gestione dei sintomi; la dialisi non è efficace a causa dell’elevato legame proteico ma può essere valutata in casi selezionati in ambiente specialistico.
Forme farmaceutiche disponibili
Le formulazioni comprendono compresse a rilascio immediato e prolungato, capsule, supposte rettali, soluzioni per iniezione intramuscolare, gel e creme topiche, cerotti transdermici e formulazioni oftalmiche in alcuni paesi. Ogni forma ha profili di assorbimento differenti: le preparazioni intramuscolari consentono un rapido picco plasmatico, mentre le formulazioni a rilascio prolungato mantengono livelli terapeutici prolungati. La scelta della forma dipende dall’indicazione clinica, dalla necessità di rapido effetto e dalla tolleranza individuale.
Conservazione e stabilità
Le condizioni di conservazione variano tra le formulazioni: compresse e capsule generalmente devono essere conservate a temperatura ambiente controllata, al riparo da umidità e luce; gel e cerotti possono richiedere conservazione specifica indicata dal produttore per mantenere la viscosità e il rilascio cutaneo. Le soluzioni iniettabili devono rispettare le istruzioni di conservazione per garantire la sterilità e l’efficacia; rispettare le date di scadenza indicate sulla confezione per evitare degradazione chimica del principio attivo.