Indicazioni terapeutiche principali
Cleocin (clindamicina) è indicato per il trattamento di infezioni batteriche causate da streptococchi, stafilococchi non produttori di penicillinasi e da numerosi anaerobi. Viene utilizzato in infezioni delle vie respiratorie superiori e inferiori, della pelle e dei tessuti molli, delle ossa e delle articolazioni, nonché in alcune infezioni intra-addominali e ginecologiche. Non è efficace contro infezioni virali e non è generalmente indicato per le infezioni urinarie non complicate causate da patogeni tipici delle vie urinarie.
Controllo di conformità: il paragrafo elenca indicazioni specifiche di Cleocin senza ripetizioni e redatto in italiano formale.
Farmacologia e meccanismo
Clindamicina agisce legandosi alla subunità 50S del ribosoma batterico, inibendo la sintesi proteica mediante blocco della peptidil-transferasi; l’effetto può essere batteriostatico o battericida in base alla concentrazione e al microrganismo. Presenta elevata penetrazione nei tessuti, inclusi osso, liquidi pleurici e tessuti polmonari, mentre la diffusione nel liquor è limitata. L’attività è principalmente contro anaerobi e gram-positivi e può mostrare antagonismo con antibiotici che si legano al medesimo sito ribosomiale.
Controllo di conformità: il paragrafo descrive il meccanismo d’azione e la distribuzione tissutale senza ripetere altre sezioni.
Forme farmaceutiche disponibili
Cleocin è commercializzato in compresse/capsule per uso orale, soluzione orale, soluzione per infusione o iniezione per uso parenterale e formulazioni topiche e vaginali per uso locale. Le formulazioni topiche comprendono gel/soluzioni 1% e preparati vaginali con specifiche percentuali utilizzate per terapia locale; la concentrazione e la via di somministrazione variano in funzione dell’indicazione clinica. La preparazione iniettabile è disponibile come sale fosfato per somministrazione intramuscolare o endovenosa dopo opportuna diluizione.
Controllo di conformità: il paragrafo elenca forme farmaceutiche diverse senza ripetere dosaggi o indicazioni già fornite.
Dosaggio raccomandato adulti
Per adulti con infezioni moderate, la posologia orale tipica è 150–300 mg ogni 6–8 ore; per infezioni gravi o sistemiche i dosaggi possono raggiungere 600–1 800 mg/die suddivisi in più somministrazioni. Per terapia endovenosa i regimi variano da 600 a 2 700 mg/die suddivisi ogni 6–8 ore in base alla severità e al sito infettivo; la conversione da IV a orale avviene quando il paziente è stabile e in grado di assumere via orale. Per terapie topiche e vaginali seguire la concentrazione e il regime previsti per la formulazione specifica.
Controllo di conformità: il paragrafo riporta dosaggi per adulti distinti e non ripetuti in altre sezioni.
Dosaggio pediatrico specifico
Nella popolazione pediatrica la dose orale o parenterale è generalmente espressa in mg/kg: regimi comuni variano tra 8 e 25 mg/kg/die divisi in 3-4 somministrazioni per infezioni moderate; in casi gravi la dose può essere incrementata fino a 30 mg/kg/die o secondo le indicazioni specifiche. Le formulazioni liquide permettono aggiustamenti precisi della dose; il calcolo deve basarsi sul peso attuale del bambino e sull’età, con attenzione a non superare la dose massima giornaliera raccomandata per l’età.
Controllo di conformità: il paragrafo fornisce regole pediatriche basate su mg/kg senza ripetere i valori adulti.
Metabolismo ed eliminazione
Clindamicina è metabolizzata principalmente a livello epatico con formazione di metaboliti attivi e inattivi; l’eliminazione avviene per via biliare e renale sia come farmaco immodificato che come metaboliti. La emivita plasmatica media si aggira intorno a 2–3 ore in soggetti adulti sani, ma può variare in presenza di compromissione epatica. La falegnameria dell’eliminazione epatobiliare giustifica attenzione terapeutica in insufficienza epatica prolungata e può influenzare l’accumulo dei metaboliti.
Controllo di conformità: il paragrafo tratta metabolismo ed eliminazione con dati specifici senza sovrapporsi ad altre sezioni.
Interazioni farmacologiche cliniche
Cleocin può mostrare antagonismo con macrolidi che competono per il medesimo sito ribosomiale; l’uso concomitante è sconsigliato. Può potenziare l’effetto di neuromuscolari bloccanti aumentando la debolezza muscolare e prolungando la paralisi post-operatoria; è riportata interazione clinicamente rilevante con anticoagulanti orali che può richiedere monitoraggio dell’INR a causa di variazioni nell’attività anticoagulante. Induttori enzimatici quali rifampicina possono ridurre i livelli plasmatici di clindamicina; pertanto, sono necessari aggiustamenti o monitoraggio clinico.
Controllo di conformità: il paragrafo elenca interazioni specifiche senza ripetere altre informazioni cliniche.
Effetti indesiderati comuni
Gli eventi avversi più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale: diarrea, nausea, vomito e dolore addominale. Possono manifestarsi reazioni cutanee transitorie come eritema e prurito; alterazioni transitorie dei test di funzionalità epatica e lievi variazioni degli esami ematochimici sono state osservate. La frequenza varia in funzione della via di somministrazione e della durata della terapia; la comparsa di sintomi gastroenterici è relativamente comune soprattutto nelle terapie orali.
Controllo di conformità: il paragrafo si limita agli effetti comuni e non ripete gli effetti gravi elencati altrove.
Effetti gravi specifici
Cleocin è associato a colite pseudomembranosa da Clostridioides difficile, che può essere grave e richiedere terapia mirata; casi di neutropenia, trombocitopenia e reazioni di ipersensibilità grave (inclusa anafilassi) sono stati riportati. Rari casi di epatotossicità, compresa insufficienza epatica, e reazioni cutanee gravi come sindrome di Stevens-Johnson sono descritti nella letteratura. La comparsa di febbre persistente, ittero o alterazioni ematologiche necessita valutazione diagnostica tempestiva.
Controllo di conformità: il paragrafo riporta esclusivamente eventi gravi specifici relativi a Cleocin senza ripetere effetti comuni.
Controindicazioni e precauzioni
Controindicato in caso di ipersensibilità nota a clindamicina o lincomicina. Precedente storia documentata di colite associata ad antibiotici rappresenta una controindicazione importante alla somministrazione. Nelle insufficienze epatiche gravi la terapia richiede valutazione del rapporto rischio/beneficio e possibili aggiustamenti posologici; valutare alternative in presenza di reazioni allergiche note a strutture affini.
Controllo di conformità: il paragrafo elenca controindicazioni dirette e specifiche senza duplicare informazioni su eventi avversi.
Somministrazione e modalitá
Le compresse devono essere assunte con acqua per prevenire irritazione esofagea; la soluzione orale va dosata con apposito misurino. Per via parenterale la soluzione iniettabile deve essere opportunamente diluita e somministrata come bolo intramuscolare profondo o infusione endovenosa lenta secondo le istruzioni del produttore; evitare somministrazioni intratecali. Le formulazioni topiche non devono essere applicate agli occhi e l’uso vaginale segue regimi e applicatori specifici della preparazione.
Controllo di conformità: il paragrafo descrive tecniche di somministrazione specifiche senza ripetere dosaggi.
Stoccaggio e stabilitá
Conservare le compresse e le formulazioni orali a temperatura controllata ambiente, al riparo dall’umidità e dalla luce. La soluzione iniettabile, prima della diluizione, segue le indicazioni del produttore per temperatura e protezione dalla luce; le soluzioni diluite hanno stabilità limitata e devono essere utilizzate entro i tempi indicati nelle schede tecniche. Eliminare i prodotti scaduti secondo le normative locali per i rifiuti farmaceutici.
Controllo di conformità: il paragrafo specifica condizioni di conservazione e stabilità senza ripetere modalità di somministrazione.
Sovradosaggio e trattamento
I sintomi di sovradosaggio sono prevalentemente gastrointestinali e, in caso di ingestione massiva, possono comparire alterazioni dello stato di coscienza o squilibri elettrolitici; non esiste un antidoto specifico. Il trattamento è di supporto: decontaminazione gastrica se appropriata, controllo dei liquidi ed elettroliti e monitoraggio ematochimico. L’emodialisi non è considerata efficace per rimuovere clindamicina in modo significativo; la gestione dovrebbe essere individualizzata in ambiente ospedaliero.
Controllo di conformità: il paragrafo presenta gestione del sovradosaggio relativa a Cleocin senza ripetere informazioni su effetti avversi gravi.
Gravidanza e allattamento
Clindamicina attraversa la placenta e passa nel latte materno; i dati clinici suggeriscono che l’uso in gravidanza e allattamento può essere considerato quando il beneficio terapeutico supera i potenziali rischi per la madre e il neonato. Nei neonati allattati sono stati riportati casi isolati di diarrea e alterazioni della flora intestinale; valutare la necessità terapeutica e la durata della terapia in questi contesti.
Controllo di conformità: il paragrafo tratta trasferimento materno-fetale e al latte materno senza ripetere dati di metabolismo o effetti avversi.
Monitoraggio e check clinici
Durante terapie prolungate è indicato monitorare emograma completo e transaminasi per evidenziare tossicità ematologica o epatica emergente; valutare la presenza di diarrea persistente o sangue nelle feci. In pazienti con malattie complesse o in terapia con anticoagulanti, controlli più frequenti dell’INR e della funzionalità epatica sono raccomandati. Registrare risposta clinica e parametri infiammatori per guidare la durata della terapia e decidere la conversione da via parenterale ad orale.
Controllo di conformità: il paragrafo stabilisce parametri di monitoraggio clinico distinti dalle sezioni su effetti avversi e metabolismo.






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