Indicazioni terapeutiche principali
Ciplox (ciprofloxacina) è indicato per il trattamento di infezioni batteriche documentate o sospette causate da ceppi sensibili. Le indicazioni comprendono infezioni delle vie urinarie semplici e complicate, pielonefriti, prostatiti batteriche croniche e acute, infezioni delle vie respiratorie inferiori in contesti selezionati, infezioni gastro-intestinali batteriche, infezioni della pelle e dei tessuti molli e infezioni ossee e articolari determinate da microrganismi sensibili. L’uso è appropriato quando il profilo di sensibilità del patogeno e le caratteristiche cliniche del paziente giustificano un antibiotico della classe dei fluorochinoloni.
Forme farmaceutiche disponibili
Ciplox è commercializzato in formulazioni orali e parenterali. Le formulazioni comprendono compresse rivestite (250 mg, 500 mg, 750 mg), soluzione orale sospensione, soluzione per infusioni endovenose e colliri e gocce otologiche per uso topico. Ogni formulazione ha biodisponibilità, concentrazioni tissutali e indicazioni approvate differenti che richiedono scelta mirata in base al sito d’infezione e alla gravità clinica.
Meccanismo d’azione
La ciprofloxacina inibisce le topoisomerasi batteriche: DNA-girasi (topoisomerasi II) e topoisomerasi IV. L’inibizione di questi enzimi impedisce la replicazione e la riparazione del DNA batterico, determinando un effetto battericida concentrazione-dipendente. Il profilo d’azione comprende effetto post-antibiotico che contribuisce al controllo della crescita batterica anche dopo la diminuzione delle concentrazioni plasmatiche.
Farmacocinetica essenziale
L’assorbimento orale della ciprofloxacina è parziale ma consistente; la biodisponibilità media si attesta intorno al 70% e il picco plasmatico è raggiunto entro 1-2 ore dalla somministrazione orale. Il legame alle proteine plasmatiche è relativamente basso e il volume di distribuzione è ampio, indicativo di buona penetrazione tissutale. Il metabolismo epatico è limitato; l’eliminazione avviene sia per via renale sia biliare e l’emivita plasmatica usuale è di circa 4 ore in soggetti con funzione renale normale.
Interazioni farmacologiche rilevanti
Ciprofloxacina è inibitore del sistema enzimatico CYP1A2 e può aumentare le concentrazioni plasmatiche di substrati come teofillina e caffeina. È controindicata la co-somministrazione con tizanidina per rischio di ipotensione e sedazione marcata dovuta a potenziamento farmacocinetico. L’associazione con altri farmaci con potenziale di prolungamento dell’intervallo QT richiede particolare attenzione farmacologica e valutazione del rapporto rischio/beneficio.
Controindicazioni specifiche note
La somministrazione è controindicata in caso di nota ipersensibilità alla ciprofloxacina o ad altri fluorochinoloni. La co-somministrazione con tizanidina è espressamente controindicata a causa di interazioni clinicamente rilevanti. Non è indicato l’uso topico di formulazioni oculari o otologiche in presenza di perforazione timpanica documentata se non specificatamente approvato per quella situazione.
Effetti indesiderati comuni
Gli eventi avversi più frequentemente riportati comprendono disturbi gastrointestinali come nausea, diarrea e vomito, sintomi centrali quali cefalea e vertigini e reazioni cutanee lievi come eruzioni transitorie. Alterazioni modeste degli esami di laboratorio, come transitorie aumenti delle transaminasi, possono verificarsi durante la terapia. La maggior parte degli effetti comuni è reversibile alla sospensione del farmaco.
Reazioni avverse gravi
Reazioni avverse di maggiore gravità documentate includono rottura o tendinopatia (in particolare del tendine d’Achille), neuropatia periferica persistente, epatotossicità grave con possibile insufficienza epatica e prolungamento dell’intervallo QT con rischio aritmico. È stata segnalata la comparsa di diarrea associata a Clostridioides difficile che può evolvere in colite pseudomembranosa. Tali eventi richiedono intervento clinico immediato.
Precauzioni d’uso particolari
L’uso sistemico deve essere valutato con cautela in pazienti con storia di disturbi neurologici, in particolare antecedenti di convulsioni, per il potenziale di abbassamento della soglia convulsiva. Nei soggetti con miastenia gravis la ciprofloxacina può aggravare la debolezza muscolare; pertanto è necessario valutare alternative terapeutiche. È riportato un rischio di fototossicità; raccomandazioni specifiche sull’esposizione solare sono indicate nelle linee guida per la gestione clinica.
Dosaggio per adulti
La posologia varia in funzione della localizzazione e della gravità dell’infezione. Per infezioni delle vie urinarie non complicate sono comunemente impiegati 250–500 mg per via orale ogni 12 ore. Per infezioni più severe, come pielonefrite, prostatite o infezioni sistemiche, dosi di 500–750 mg ogni 12 ore sono frequentemente utilizzate. Per somministrazione endovenosa esistono regimi specifici e conversioni posologiche che vanno adattate allo stato clinico e alla via d’accesso.
Dosaggio per pediatrici
L’uso pediatrico sistemico è limitato alle indicazioni gravi e specifiche; la posologia si calcola in mg/kg body weight ed è generalmente nell’intervallo di 10–20 mg/kg per dose ogni 12 ore, con un singolo dosaggio massimo non superiore a 750 mg. Le formulazioni orali liquide consentono dosaggi ponderali precisi. L’impiego pediatrico deve seguire linee guida specialistiche e basarsi su valutazione microbiologica e clinica.
Regolazione in insufficienza renale
La clearance renale condiziona l’eliminazione; pertanto in pazienti con compromissione renale è necessario ridurre la dose o prolungare l’intervallo posologico in funzione della creatinina clearance. In corso di emodialisi la dialisi può rimuovere solo parzialmente il farmaco; per trattamenti prolungati è prevista la somministrazione di una dose supplementare dopo la seduta dialitica secondo protocolli clinici.
Somministrazione e alimenti
La ciprofloxacina può essere somministrata a stomaco pieno o vuoto; tuttavia l’assorbimento orale è significativamente ridotto se assunto contemporaneamente a prodotti contenenti cationi polivalenti. È raccomandato separare l’assunzione di alimenti o integratori contenenti calcio, magnesio, ferro, zinco o alluminio di almeno 2 ore prima o 6 ore dopo la somministrazione per evitare riduzione dell’efficacia. È preferibile limitare il consumo di bevande ad alto contenuto di caffeina durante la terapia a causa di potenziali effetti stimolanti amplificati.
Conservazione medicinale
Le compresse vanno conservate a temperatura ambiente in un luogo asciutto e protetto dalla luce. La sospensione orale deve essere agitata prima dell’uso e, se richiesto dal foglio illustrativo, conservata in frigorifero con un periodo di utilizzabilità limitato dopo la preparazione (ad esempio 14 giorni per alcune formulazioni); le soluzioni per infusioni devono rispettare le condizioni di stabilità fornite dal produttore fino al termine della validità indicata. Colliri e gocce otologiche seguono specifiche raccomandazioni di conservazione riportate nel foglio illustrativo.
Gestione del sovradosaggio
Il sovradosaggio acuto può provocare effetti neurologici (confusione, convulsioni), gastroenterici e cardiaci. Il trattamento è di supporto e sintomatico; l’induzione del vomito non è routinaria mentre la somministrazione di carbone attivo può essere considerata se l’assunzione è recente. La dialisi può contribuire solo parzialmente all’eliminazione del farmaco; il monitoraggio emodinamico e cardiologico è indicato in caso di aritmie o alterazioni elettrolitiche.
Resistenza e impatto clinico
La resistenza a ciprofloxacina deriva principalmente da mutazioni nei geni che codificano per la DNA-girasi (gyrA) e la topoisomerasi IV (parC), oltre a meccanismi plasmidici come i geni qnr e a pump di efflusso attivi. A livello clinico l’aumento di MIC nei batteri Gram-negativi come Escherichia coli e Pseudomonas aeruginosa limita l’utilizzo empirico della ciprofloxacina in aree con alta prevalenza di resistenza. La sorveglianza microbiologica locale è essenziale per decisioni terapeutiche razionali.
Monitoraggio durante terapia
Durante trattamenti prolungati o in pazienti con fattori di rischio è opportuno monitorare la funzione renale e gli enzimi epatici per individuare variazioni funzionali. Per terapie ripetute o concomitanti con anticoagulanti cumarinici è consigliabile controllare l’INR. In presenza di sintomi neurologici o segni di neuropatia periferica occorre valutare tempestivamente la necessità di interrompere la terapia e rivalutare la strategia antibiotica.





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