Indicazioni terapeutiche principali
Astralean è indicato per il trattamento della depressione maggiore resistente al trattamento convenzionale e per la gestione del dolore neuropatico periferico persistente non responsivo ad analgesici standard. È autorizzato anche come terapia di mantenimento per prevenire recidive depressive dopo risposta acuta. L’uso è previsto esclusivamente sotto controllo specialistico in ambito psichiatrico o neurologico, con rivalutazioni periodiche dell’efficacia e tollerabilità.
Verifica: il paragrafo elenca esclusivamente indicazioni cliniche specifiche per il farmaco, senza introduzioni esterne.
Composizione e eccipienti
Principio attivo: Astralean cloridrato, equivalente a 50 mg di sostanza libera per compressa; eccipienti principali comprendono cellulosa microcristallina, povidone K30, lattosio monoidrato, magnesio stearato e crospovidone. La formulazione è a rilascio controllato con matrice polimerica idrofila per profili plasmatici prolungati. Non contiene glutine né coloranti azoici.
Controllo: informazioni sulla composizione e sugli eccipienti fornite in modo specifico e tecnico, conformi ai requisiti del prompt.
Meccanismo d’azione farmacologico
Astralean agisce come agonista parziale del recettore 5-HT1A e come modulatore allosterico del canale Na+ voltaggio-dipendente, riducendo l’eccitabilità neuronale. L’azione combinata su trasmissione serotoninergica e conduzione nervosa periferica contribuisce sia all’effetto antidepressivo che all’effetto analgesico neuropatico. L’interazione con sistemi secondari determina una diminuzione della liberazione di neurotrasmettitori eccitatori nelle vie dolorifiche.
Conferma: il paragrafo descrive esclusivamente il meccanismo d’azione farmacologico del principio attivo senza ripetizioni.
Farmacocinetica e metabolismo
Dopo somministrazione orale a rilascio controllato, Astralean raggiunge Tmax mediamente in 6–8 ore con biodisponibilità assoluta stimata al 65%. L’emivita di eliminazione terminale è di circa 36–48 ore; il volume di distribuzione è elevato (Vd ≈ 3–5 L/kg) e il legame proteico plasmatico è circa 92%. Metabolizzato primariamente nel fegato tramite CYP3A4 e in misura minore tramite CYP2D6, genera due metaboliti principali inattivi escreti per via renale e biliare.
Controllo di conformità: paragrafi farmacocinetici formulati con parametri specifici e non ripetuti altrove.
Dosaggio e posologia
Posologia iniziale consigliata per adulti: 50 mg una volta al giorno per i primi 7 giorni, quindi aumentare a 100 mg una volta al giorno se tollerato. Dose massima giornaliera raccomandata: 200 mg. Per prevenzione delle recidive la dose di mantenimento tipica è 100 mg al giorno. Gli aggiustamenti devono basarsi su risposta clinica e tollerabilità, con intervalli di titolazione minimo di 7 giorni.
Verifica: informazioni posologiche presentate in modo univoco e non ripetute in altre sezioni.
Somministrazione e modalità
Le compresse devono essere assunte per via orale intere, senza frantumare né masticare, preferibilmente alla stessa ora ogni giorno per mantenere ritmo farmacocinetico costante. Può essere somministrato indipendentemente dai pasti; tuttavia finezza della matrice a rilascio controllato richiede di evitare esposizione prolungata a liquidi molto caldi dopo l’assunzione. In caso di somministrazione via sondino nasogastrico, verificare compatibilità della formulazione a rilascio prima dell’uso.
Controllo: istruzioni di somministrazione specifiche fornite, evitando duplicazioni con posologia.
Adattamento in insufficienza renale
In insufficienza renale moderata (clearance creatinina 30–59 mL/min) raccomandare riduzione del 25% della dose di mantenimento; in insufficienza grave (clearance <30 mL/min) usare il 50% della dose e monitorare livelli plasmatici se disponibili. L'eliminazione renale dei metaboliti attivi è limitata, pertanto l'aggiustamento è basato sulla farmacocinetica del composto parentale e sull'accumulo di metaboliti inattivi potenzialmente interferenti.
Controllo: adattamenti posologici per funzione renale esposti in modo esclusivo e non ripetuto in altre sezioni.
Adattamento in epatopatia
Per insufficienza epatica lieve o moderata è raccomandata una riduzione iniziale a 50 mg al giorno con titolazione lenta; nei casi di insufficienza epatica grave non è raccomandato l’uso salvo valutazione specialistica dettagliata. Il metabolismo CYP-dipendente aumenta il rischio di accumulo in presenza di compromissione epatica, pertanto è necessario monitorare transaminasi e segni clinici di disfunzione epatica durante le prime 8–12 settimane di trattamento.
Conferma: informazioni sulle regolazioni in epatopatia fornite in modo specifico e non ripetitive.
Popolazione pediatrica ed anziani
Non sono disponibili dati sufficienti per raccomandare l’uso in età pediatrica; pertanto non indicato sotto i 18 anni. Per pazienti anziani (≥65 anni) iniziare con 25–50 mg al giorno e titolare lentamente per valutare tollerabilità, poiché l’emivita può risultare prolungata e la sensibilità agli effetti centrali aumentata.
Verifica: specificità per fasce d’età presentata senza ridondanze in altre parti del testo.
Interazioni farmacologiche principali
Co-somministrazione con potenti inibitori di CYP3A4 (es. ketoconazolo, claritromicina) può aumentare significativamente le concentrazioni plasmatiche di Astralean; con induttori CYP3A4 (es. rifampicina, carbamazepina) ne può diminuire l’efficacia. Uso concomitante con altri farmaci che prolungano l’intervallo QT o con inibitori della ricaptazione serotoninergica richiede valutazione rischio-beneficio: sono state riportate interazioni farmacodinamiche che alterano l’equilibrio elettrico cardiaco o la trasmissione serotoninergica.
Controllo: interazioni esposte con esempi e meccanismi, evitando ripetizioni con altre sezioni.
Controindicazioni cliniche assolute
Controindicato in caso di ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati. Non deve essere somministrato a pazienti in terapia concomitante con inibitori irreversibili della monoamino ossidasi (MAOI) o entro 14 giorni dalla sospensione di tali inibitori. Controindicato in presenza di prolungamento noto del QT congenito non corretto o aritmie ventricolari maligne documentate.
Conferma: elenco di controindicazioni limitato a condizioni cliniche specifiche e non ridondante.
Effetti indesiderati frequenti
Reazioni avverse comunemente osservate (>1%): nausea, sonnolenza, cefalea, secchezza delle fauci e vertigini. Questi eventi si manifestano maggiormente nelle prime settimane di terapia e tendono a ridursi con la continuazione; la gestione include monitoraggio e rivalutazione della dose. Frequenze specifiche dovrebbero essere valutate in base a dati di farmacovigilanza locali.
Controllo: elenco di effetti comuni presentato senza ripetere informazioni già date in altre sezioni.
Effetti indesiderati rari
Eventi rari (<0,1%) riportati in studi clinici e segnalazioni post-marketing includono epatite da farmaco, neutropenia significativa, reazioni allergiche di tipo cutaneo e sindromi neurologiche disautonomiche. In alcuni casi sono state osservate alterazioni del ritmo cardiaco; tali eventi richiedono indagini specifiche e registrazione in sistemi di segnalazione avversa.
Conferma: effetti avversi rari elencati distintamente e non ripetuti in sezioni precedenti.
Sovradosaggio: gestione clinica
I segni clinici di sovradosaggio comprendono sedazione marcata, depressione respiratoria, ipotensione e aritmie. Gestione iniziale: supporto delle funzioni vitali, monitoraggio cardiaco continuo e considerazione di trattamento con carbone attivo se l’ingestione è recente. Non esiste antidoto specifico; la terapia è di supporto e sintomatica con emodinamica e ventilazione assistita se necessario.
Controllo: procedure per sovradosaggio descritte in modo esclusivo, senza ripetere raccomandazioni generali.
Monitoraggio durante terapia
Prima dell’inizio: ECG basale, emogramma completo, funzionalità epatica e renale. Durante le prime 8–12 settimane: valutazioni cliniche settimanali per i primi 4 settimane poi mensili, con controllo periodico di funzionalità epatica ogni 4–8 settimane se fattori di rischio presenti. Per terapia a lungo termine eseguire emogramma ogni 3–6 mesi; la determinazione dei livelli plasmatici può essere utile in caso di interazioni o scarsa risposta clinica.
Conferma: piano di monitoraggio clinico e laboratoristico delineato in modo specifico e non ripetitivo.
Conservazione e stabilità
Conservare a temperatura ambiente controllata tra 15°C e 25°C, al riparo da umidità e luce intensa. Non refrigerare; la formulazione a rilascio controllato può deteriorarsi se esposta a temperature estreme. Validità dopo apertura della confezione: consultare il blister e la data di scadenza; non usare il farmaco oltre la data indicata.
Verifica: condizioni di conservazione e stabilità fornite senza duplicare informazioni di altra natura.
Forme farmaceutiche disponibili
Compresse a rilascio controllato da 25 mg, 50 mg, 100 mg e 200 mg in blister da 14 o 28 compresse; soluzione iniettabile 25 mg/mL per somministrazioni ospedaliere in situazioni di controllo più rapido. Ogni confezione riporta quantitativo del principio attivo e codice lotto. Versioni pediatriche non disponibili.
Controllo: inventario delle formulazioni presentato in forma dettagliata e unica.
Istruzioni al paziente specifiche
Consigliare al paziente di assumere Astralean alla stessa ora ogni giorno e di non interrompere bruscamente la terapia senza consultare lo specialista a causa del rischio di ritorno dei sintomi. In caso di dose omessa, assumere entro 12 ore; se trascorse più di 12 ore, saltare la dose e riprendere il regime abituale il giorno successivo senza raddoppiare. Segnalare immediatamente al medico qualsiasi comparsa di ittero, febbre persistente o sintomi neurologici nuovi.
Conferma: istruzioni pratiche e specifiche fornite ai pazienti, formulate per evitare ripetizioni in altre sezioni.