Farmacologia e Meccanismo d’Azione
Linezolid è un ossazolidinone che inibisce la sintesi proteica batterica legandosi alla subunità 50S del ribosoma e impedendo la formazione del complesso di inizio della traduzione. L’interazione avviene con il dominio V dell’RNA 23S, caratteristica che differenzia il farmaco da altre classi antibatteriche e riduce la possibilità di cross-resistenza comune. L’attività è principalmente batteriostatica contro enterococchi e stafilococchi, mentre può risultare battericida contro alcuni streptococchi; il profilo d’azione è focalizzato sui Gram positivi aerobici. Questa modalità d’azione è indipendente da enzimi del citocromo P450 e non richiede attivazione metabolica epatica per l’attività antimicrobica.
Spettro Antimicrobico e Resistenza
Linezolid esercita attività clinica utile contro Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), Enterococcus faecium resistente alla vancomicina (VRE) e Streptococcus pneumoniae, incluse ceppi resistenti a più farmaci. L’attività è limitata contro la maggior parte dei Gram-negativi aerobici e degli anaerobi intestinali; pertanto non è indicato come terapia empirica per infezioni da patogeni Gram-negativi. I principali meccanismi di resistenza documentati includono mutazioni puntiformi nel gene che codifica l’RNA 23S e la presenza del gene metiltransferasico cfr, che conferisce resistenza cross-class a ossazolidinoni, fenicoli e cloramfenicolo.
Indicazioni Cliniche Approvate
Linezolid è approvato per il trattamento di polmonite acquisita in comunità e nosocomiale quando sono sospettati o documentati patogeni sensibili, oltre che per infezioni complicate e non complicate della pelle e dei tessuti molli. Le indicazioni comprendono infezioni sostenute da ceppi MRSA e VRE quando le alternative terapeutiche sono inappropriate o inefficaci. Alcune formulazioni e registrazioni nazionali includono l’uso per batteriemia associata alle suddette condizioni, in accordo con la documentazione microbiologica e la severità clinica.
Dosaggio Adulto Raccomandato
La posologia standard per adulti è 600 mg somministrati per via orale o endovenosa ogni 12 ore, mantenendo la stessa dose in caso di passaggio da IV a PO. La durata del trattamento varia in funzione dell’indicazione e della risposta clinica; per polmonite e infezioni cutanee il periodo comune è generalmente compreso tra 10 e 14 giorni, con estensioni valutate dal clinico per forme complicate. Non è richiesta modifica posologica routinaria per la maggior parte dei pazienti adulti, fatta eccezione per valutazioni individuali in condizioni particolari documentate dal laboratorio o dalla clinica.
Dosaggio Pediatrico Considerazioni
Il dosaggio pediatrico è basato sul peso e sull’età; nei pazienti pediatrici con peso ≥40 kg o età ≥12 anni si applica la posologia adulta di 600 mg ogni 12 ore. Per bambini di età inferiore a 12 anni vengono adottati regimi peso-correlati solitamente attorno a 10 mg/kg per dose con frequenza variabile secondo l’età, con aggiustamenti per neonati e lattanti a causa della maturazione metabolica. La prescrizione pediatrica richiede riferimento preciso alle tabelle ufficiali del produttore per età specifiche, range di peso e formulazioni adatte ai bambini.
Via di Somministrazione
Il farmaco è disponibile in compresse orali, sospensione orale e soluzione per infusione endovenosa; l’elevata biodisponibilità orale consente una piena intercambiabilità tra via IV e PO senza necessità di modifica della dose. L’infusione endovenosa deve essere somministrata in tempi adeguati per ridurre il rischio di reazioni alla somministrazione, utilizzando diluenti compatibili come soluzione fisiologica o glucosata. Le compresse possono essere assunte indipendentemente dai pasti; la sospensione orale necessita di agitazione prima dell’uso per assicurare uniformità di dosaggio.
Interazioni Farmacologiche Note
Linezolid possiede attività di inibizione reversibile delle monoamino ossidasi a livello periferico e cerebrale; per questo motivo la combinazione con antidepressivi serotoninergici (SSRI, SNRI), tramadolo, triptani e altri agenti che aumentano la serotonina richiede cautela e monitoraggio per segni di sindrome serotoninergica. L’uso concomitante con agenti vasopressori o simpaticomimetici può potenziare reazioni pressorie. L’interazione con anticoagulanti orali come warfarin può modificare l’INR; è raccomandato un controllo della coagulazione durante la co-somministrazione. A differenza di molte molecole, linezolid non è un substrato significativo del sistema CYP450, riducendo il numero di interazioni basate su tali isoforme.
Effetti Avversi Principali
Gli eventi avversi di rilievo riportati includono mielosoppressione con trombocitopenia, anemia e neutropenia, neuropatie periferiche e ottiche associate a terapie prolungate, acidosi lattica e disturbi gastrointestinali come nausea e diarrea. L’incidenza e la gravità di alcuni effetti, in particolare le alterazioni ematologiche e le neuropatie, aumentano con la durata della terapia oltre le due settimane. Alcuni pazienti possono sviluppare aumenti transitori degli enzimi epatici e cefalea; la valutazione clinica periodica è necessaria per identificare tossicità emergenti.
Controindicazioni e Precauzioni
Sono controindicati l’impiego in presenza di ipersensibilità nota a linezolid o a uno qualsiasi degli eccipienti e la somministrazione concomitante con inibitori irreversibili della monoamino ossidasi che non siano stati sospesi secondo i tempi di washout raccomandati. È indicata particolare cautela in pazienti con pregresse neuropatie o disturbi ematologici preesistenti, tenendo conto della possibilità di peggioramento durante la terapia. L’uso in contesti con scarsa sorveglianza clinica o laboratorio deve essere valutato in funzione dei rischi/benefici specifici del paziente.
Monitoraggio Laboratoristico Raccomandato
Si raccomanda un emocromo completo basale prima dell’inizio della terapia e controlli ematologici periodici durante il trattamento, con frequenza aumentata quando la durata supera le due settimane. Monitoraggi specifici possono includere funzionalità epatica e controllo dell’INR in caso di terapia anticoagulante concomitante. In presenza di sintomi suggestivi di tossicità metabolica o neuromuscolare va eseguita valutazione laboratoristica mirata, compresa la misurazione dell’acido lattico e indagini neurologiche cliniche.
Uso in Gravidanza Allattamento
I dati umani sulla sicurezza in gravidanza sono limitati; linezolid attraversa la placenta e il suo impiego è riservato alle situazioni in cui il beneficio materno supera il potenziale rischio fetale. Il farmaco passa nel latte materno e può alterare la flora intestinale del lattante; pertanto la decisione di utilizzare il prodotto durante l’allattamento richiede valutazione clinica e, se necessario, considerazione della sospensione dell’allattamento temporaneo. Documentazione di esposizione prenatale o postnatale deve essere registrata per farmacovigilanza e follow-up neonatale appropriato.
Insufficienza Renale ed Epatica
Non è generalmente richiesta una riduzione della dose in insufficienza renale o epatica lieve-moderata, poiché il farmaco è in larga parte metabolizzato non enzimaticamente e la clearance del principio attivo non è fortemente influenzata. Tuttavia, nei pazienti con insufficienza renale grave si possono accumulare metaboliti inattivi; pertanto, il monitoraggio clinico e laboratoristico è consigliato. L’eliminazione mediante emodialisi è limitata per la molecola stessa, pertanto la tecnica dialitica non rappresenta un metodo efficace per la rimozione in caso di necessità.
Preparazione e Conservazione
Le compresse devono essere conservate a temperatura ambiente, al riparo dall’umidità e dalla luce diretta, secondo le indicazioni del foglio illustrativo; la sospensione orale ricostituita ha limiti di stabilità specifici che devono essere rispettati ed è necessario agitare prima dell’uso. Le soluzioni per infusione vanno preparate in ambiente adeguato con diluenti compatibili e utilizzate entro i tempi di stabilità indicati dal produttore; la compatibilità con soluzioni cristalloidi comuni rende agevole l’infusione in contesti ospedalieri. I residui di fiale o confezioni aperte devono essere smaltiti seguendo normativa locale per rifiuti farmaceutici.
Sovradosaggio Gestione Clinica
In caso di sovradosaggio documentato la gestione è principalmente di supporto; la considerazione dell’utilizzo di carbone attivo è valida se l’ingestione è recente. Poiché l’emodialisi non rimuove efficacemente il principio attivo, il trattamento dialitico non è la prima misura di rimozione nel sovradosaggio. È necessario monitorare ematochimica, funzionalità epatica e segni clinici di tossicità, con sorveglianza prolungata per comparsa ritardata di mielosoppressione o alterazioni neurologiche.
Consigli alla Somministrazione
Per il paziente è opportuno spiegare l’importanza dell’aderenza alla posologia prescritta e che la sospensione anticipata non concordata può compromettere l’outcome terapeutico. In caso di somministrazione orale la compressa può essere assunta con o senza cibo, mentre la sospensione va dosata con strumenti graduati per garantire la corretta somministrazione. Segnalare immediatamente al medico eventuali nuovi sintomi neurologici, visivi o emorragici emersi durante la terapia per consentire valutazioni ed eventuali aggiustamenti tempestivi.
Supporto Farmaceutico Professionale
Il farmacista deve verificare la congruità della terapia rispetto alla documentazione microbiologica disponibile, controllare le interazioni farmacologiche con la terapia concomitante e proporre piani di monitoraggio ematochimico. È fondamentale registrare e riferire eventuali sospette reazioni avverse gravi alle autorità competenti per contribuire alla sorveglianza post-marketing. Fornire informazioni scritte e chiare al paziente su modalità di somministrazione, conservazione della preparazione e segni clinici che richiedono rivalutazione medica immediata.





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