Descrizione del medicinale
Desyrel è il nome di marca del principio attivo trazodone cloridrato, un antidepressivo della classe SARI (Serotonin Antagonist and Reuptake Inhibitor). Il prodotto commerciale è disponibile prevalentemente in compresse a rilascio immediato in più dosaggi unitari comunemente impiegati nella pratica clinica. La formulazione orale è destinata a somministrazione per via sistemica e contiene eccipienti valutati per stabilità e biodisponibilità del principio attivo.
Indicazioni terapeutiche approvate
Il registro autorizzativo prevede l’uso di Desyrel per il trattamento del disturbo depressivo maggiore negli adulti. In molti contesti clinici viene impiegato off-label per insonnia e disturbi associati al sonno, ma tali impieghi non sono necessariamente compresi nell’autorizzazione di commercializzazione. Le indicazioni devono essere confermate dal medico curante e documentate in cartella clinica per usi non approvati.
Posologia e somministrazione
La posologia iniziale tipica per la depressione nell’adulto è 150 mg al giorno, suddivisa in dosi frazionate; il dosaggio può essere aumentato gradualmente fino a intervalli di efficacia usuali compresi tra 150 e 300 mg/giorno, con dosi massime comunemente non superiori a 400 mg/giorno. Per uso notturno a bassa dose (impiego off-label per insonnia) si adottano solitamente 25–100 mg come singola somministrazione serale. L’assorbimento orale può essere influenzato dall’assunzione di cibo; la somministrazione dopo pasto può aumentare la concentrazione plasmatica di picco.
Adeguamento in insufficienza
In pazienti con compromissione epatica è raccomandato ridurre la dose iniziale e aumentare la cautela nella titolazione, poiché il clearance epatico è la principale via di eliminazione e l’emivita può risultare prolungata. Nel deterioramento renale la clearance renale del farmaco non è la via principale, ma in caso di insufficienza renale severa è prudente un aggiustamento posologico e monitoraggio clinico per accumulo o effetti prolungati. Non esistono regole universali valide per tutte le forme di insufficienza; il medico deve valutare rischio/beneficio e documentare le modifiche.
Meccanismo d’azione farmacologico
Trazodone agisce come antagonista dei recettori 5-HT2A e come inibitore della ricaptazione della serotonina con debole affinità rispetto agli SSRI classici. Esercita inoltre attività antagonista sui recettori alfa1-adrenergici e sui recettori H1 dell’istamina; queste interazioni spiegano parte degli effetti sedativi e cardiovascolari osservati. L’effetto antidepressivo è probabilmente il risultato combinato di queste azioni sui vari sottotipi recettoriali serotoninergici e non serotoninergici.
Proprietà farmacocinetiche principali
La Tmax plasmatica dopo somministrazione orale si ottiene generalmente entro 1–2 ore per la formulazione a rilascio immediato. L’emivita terminale è approssimativamente compresa tra 5 e 13 ore in soggetti adulti sani. Il metabolismo è prevalentemente epatico, mediato da isoenzimi CYP (in particolare CYP3A4), con formazione di metaboliti attivi quali m-chlorophenylpiperazine (mCPP). La legame proteico plasmatico è elevato e l’eliminazione avviene tramite vie metaboliche con escrezione renale di metaboliti.
Controindicazioni cliniche specifiche
Controindicazioni formali includono ipersensibilità nota al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti della formulazione. L’uso concomitante o recente con inibitori delle monoamino-ossidasi (MAOI), incluso linezolid e agenti con attività MAO, rappresenta controindicazione per il rischio di interazioni gravi; è richiesto un intervallo libero da MAOI secondo le linee guida del farmaco. Non utilizzare in pazienti con storia accertata di reazioni avverse gravi al farmaco.
Effetti indesiderati comuni
Reazioni avverse frequentemente riportate comprendono sonnolenza, cefalea, nausea e secchezza della bocca. Disturbi gastrointestinali come nausea e costipazione possono verificarsi durante la fase di titolazione. Vertigini e capogiri sono segnalati e possono influire sulle attività quotidiane; la frequenza di questi eventi è variabile in funzione di dose e co-somministrazioni farmacologiche.
Effetti avversi severi
Reazioni gravi documentate includono iponatriemia da sindrome da inappropriate ADH secretion (SIADH), prolungamento dell’intervallo QT e aritmie in soggetti predisposti, oltre a sindromi serotoninergiche in associazione con altri farmaci serotoninergici. È stata segnalata priapismo come evento raro ma potenzialmente invalidante. In soggetti con patologie cardiovascolari preesistenti sono stati riportati episodi di ipotensione ortostatica e sincope.
Interazioni farmacologiche importanti
Trazodone subisce metabolismo tramite CYP3A4; inibitori forti di questo isoenzima (per esempio ketoconazolo, alcuni macrolidi, proteasi inibitori) possono aumentare le concentrazioni plasmatiche del farmaco e richiedere riduzione della dose. Induttori enzimatici possono ridurne l’efficacia terapeutica. L’uso concomitante con anticoagulanti orali può alterare gli indici di coagulazione come INR e richiede monitoraggio più frequente.
Sovradosaggio: gestione clinica
Il quadro da sovradosaggio può comprendere depressione del sistema nervoso centrale, ipotensione, tachicardia o bradicardia, aritmie e, in casi severi, coma. La gestione è generalmente di supporto: monitoraggio cardiaco continuo, stabilizzazione delle funzioni vitali e somministrazione di carbone attivato se appropriato entro il periodo di efficacia. Non esiste un antidoto specifico; il trattamento delle aritmie deve seguire linee guida cardiologiche standardizzate.
Monitoraggio raccomandato clinico
Prima della terapia valutare storia cardiologica e farmacologica che possa influenzare il rischio di aritmie. In pazienti anziani o con fattori di rischio per iponatriemia è opportuno controllare il sodio plasmatico durante le prime settimane. Monitor clinico regolare deve includere valutazione dello stato mentale e della comparsa di ideazione suicidaria, soprattutto nei giovani adulti e in fase iniziale di trattamento.
Uso in gravidanza documentato
I dati clinici in gravidanza sono limitati e non definitivi; trazodone attraversa la barriera placentare. Sono stati riportati casi sporadici di sintomi neonatali transitori dopo esposizione in utero, compatibili con adattamento o astinenza. La valutazione del profilo rischio/beneficio deve essere effettuata in sede clinica prima dell’inizio o della continuazione della terapia in gravidanza.
Allattamento e lattazione
Trazodone è escreto nel latte materno in concentrazioni misurabili e sono stati riportati effetti sedativi nei neonati esposti tramite allattamento. La scelta di usare Desyrel durante l’allattamento deve considerare l’importanza del farmaco per la madre e i potenziali effetti sul lattante; è preferibile monitorare il neonato per segni di irritabilità o sedazione e rivalutare la terapia se necessari.
Guida e lavoro macchinari
Studi farmacologici indicano che trazodone può alterare parametri di vigilanza psicomotoria e tempi di reazione, effetto più evidente nelle prime fasi di trattamento o dopo aumenti posologici. Pertanto, è opportuno che il paziente valuti la propria capacità di svolgere attività potenzialmente pericolose fino alla stabilizzazione individuale della risposta al farmaco. Tali alterazioni possono essere più marcate in associazione con altri depressori del SNC.
Popolazioni speciali: anziani
Negli anziani si osserva maggiore sensibilità agli effetti ipotensivi e al rischio di iponatriemia; la titolazione deve essere più prudente e le dosi iniziali più basse rispetto agli adulti di età inferiore. La farmacocinetica può variare per ridotta clearance epatica e modificata composizione corporea, con possibile incremento dell’esposizione sistemica e prolungamento dell’emivita.
Formulazioni e aspetti concreti
Desyrel è disponibile come compressa a rilascio immediato in diversi dosaggi; esistono altre formulazioni di trazodone a rilascio modificato commercializzate con nomi differenti. La presenza di compresse divisibili o rivestite varia tra i prodotti; la formulazione prescritta deve essere verificata per evitare errori di somministrazione e per rispettare la posologia pianificata.
Conservazione e smaltimento
Conservare a temperatura ambiente controllata, al riparo da umidità e luce diretta secondo le indicazioni del foglio illustrativo del prodotto. Smaltire confezioni scadute o non utilizzate conformemente alla normativa locale sui rifiuti farmaceutici, evitando la dispersione ambientale e l’accesso non autorizzato da parte di terzi.




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