Indicazioni terapeutiche principali
Zyban (bupropione cloridrato, formulazione a rilascio prolungato) è indicato specificamente per il trattamento della dipendenza da nicotina negli adulti come supporto per smettere di fumare. L’impiego è volto a ridurre il desiderio di nicotina e i sintomi di astinenza comportamentale, in combinazione con interventi di supporto comportamentale strutturati. Zyban non è registrato come antidepressivo nel marchio commerciale Zyban; l’uso per altri disturbi richiede formulazioni e indicazioni diverse.
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Meccanismo d’azione farmacologico
Il principio attivo agisce primariamente come inibitore del riassorbimento di noradrenalina e dopamina (NDRI), aumentando la disponibilità sinaptica di questi neurotrasmettitori nelle vie del piacere e della motivazione. Le proprietà antagoniste parziali sui recettori nicotinici contribuiscono a diminuire la ricompensa associata al fumo. Il profilo farmacodinamico è inoltre influenzato da metaboliti attivi, in particolare l’idrossibupropione, che contribuiscono all’effetto terapeutico complessivo.
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Forme farmaceutiche disponibili
Zyban è disponibile come compresse a rilascio prolungato contenenti 150 mg di bupropione, destinate alla somministrazione orale. La formulazione SR garantisce una liberazione del principio attivo controllata per mantenere concentrazioni plasmatiche stabili nell’arco della giornata. Non sono intercambiabili automaticamente le compresse Zyban con altre formulazioni di bupropione appartenenti a diversi marchi o a diversi regimi posologici senza adeguata consulenza clinica.
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Parametri farmacocinetici rilevanti
La formulazione SR determina un Tmax plasmatico tipico intorno a 2–3 ore dopo somministrazione. Il bupropione subisce esteso metabolismo epatico, principalmente mediante CYP2B6, con formazione di metaboliti attivi tra cui l’idrossibupropione. L’emivita della molecola parentale è approssimativamente di circa 20–25 ore, mentre alcuni metaboliti possiedono emivite più lunghe e contribuiscono all’effetto terapeutico prolungato. L’eliminazione avviene prevalentemente per via renale sotto forma di metaboliti.
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Dosaggio iniziale raccomandato
La posologia iniziale tipica prevede 150 mg una volta al giorno per i primi tre giorni, seguita da 150 mg due volte al giorno a partire dal quarto giorno, con un intervallo di almeno 8 ore tra le dosi. La dose massima giornaliera consigliata non dovrebbe superare i 300 mg al giorno nella maggior parte dei pazienti. È raccomandato iniziare la terapia circa una settimana prima della data stabilita per smettere di fumare per consentire il raggiungimento delle concentrazioni terapeutiche.
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Durata e strategia terapeutica
Il trattamento standard per Zyban si estende solitamente per un periodo di 7–12 settimane per valutare l’efficacia nel sostenere l’astinenza dal fumo. In pazienti con beneficio clinico documentato è possibile proseguire il trattamento oltre le 12 settimane; la durata massima e la decisione di prolungamento devono essere valutate caso per caso. Non è generalmente richiesto un periodo di tapering graduale alla sospensione della terapia con Zyban.
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Regimi posologici speciali
In compromissione epatica grave è raccomandato ridurre la frequenza posologica e limitare la dose a 150 mg al giorno; la capacità di biotrasformazione ridotta aumenta l’esposizione sistemica. Nella compromissione renale severa si consiglia cautela e valutazione individuale poiché i metaboliti si accumulano maggiormente; potrebbe essere necessario ridurre la frequenza di somministrazione. Per gli anziani non esiste un aggiustamento posologico standardizzabile ma è prudente iniziare con la dose minima efficace e monitorare gli effetti avversi.
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Controindicazioni assolute note
Zyban è controindicato in pazienti con storia di crisi convulsive o condizioni che predispongono alle convulsioni. È altresì controindicato in pazienti con precedente disturbo alimentare attivo (bulimia nervosa o anoressia nervosa) a causa dell’aumentato rischio di convulsioni. Non deve essere utilizzato contemporaneamente o entro 14 giorni dall’interruzione di inibitori delle monoaminoossidasi (MAO) o con terapia a base di linezolid o blu di metilene per via endovenosa.
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Interazioni farmacologiche rilevanti
Il metabolismo epatico tramite CYP2B6 determina interazioni con inibitori e induttori di questo isoenzima: inibitori possono aumentare i livelli plasmatici di bupropione e il rischio di eventi avversi; induttori possono ridurne l’efficacia. Farmaci che abbassano la soglia convulsiva (antipsicotici, stimolanti, teofillina, alcol soprattutto in astinenza) aumentano il rischio di crisi se assunti con bupropione. Alcuni farmaci antipsicotici e antidepressivi richiedono monitoraggio farmacologico quando co-somministrati.
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Effetti avversi più frequenti
Gli effetti indesiderati osservati con maggiore frequenza includono insonnia, secchezza delle fauci, cefalea, tremore e sudorazione. Possono inoltre comparire sintomi gastrointestinali quali nausea e costipazione, nonché alterazioni dell’appetito che in alcuni pazienti si traducono in variazioni ponderali. Questi eventi sono solitamente transitori e più frequenti nelle prime settimane di terapia.
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Effetti avversi gravi
Tra gli eventi avversi gravi associati a bupropione si segnalano le convulsioni, reazioni di ipersensibilità gravi (inclusa angioedema), alterazioni psichiatriche gravi quali ideazione suicidaria o cambiamenti comportamentali marcati e, raramente, epatotossicità clinicamente rilevante. L’insorgenza di sintomi psichiatrici richiede rivalutazione farmacologica e documentazione clinica dettagliata.
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Monitoraggio clinico necessario
Prima dell’inizio della terapia valutare la storia di convulsioni, uso concomitante di farmaci pro-convulsivanti e pregresse patologie epatiche. Durante il trattamento è utile monitorare lo stato d’animo, la comparsa di sintomi psichiatrici e la pressione arteriosa in soggetti a rischio cardiovascolare. Il monitoraggio laboratoristico routinario non è richiesto in assenza di comorbilità, ma è indicato controllare la funzione epatica in pazienti con malattia epatica preesistente.
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Consigli per mancata dose
In caso di dimenticanza di una singola somministrazione SR, il paziente deve assumere la dose appena ricordata se manca ancora una distanza adeguata dall’assunzione successiva; non raddoppiare le dosi nella stessa giornata per compensare la dose dimenticata. Mantenere l’uso regolare secondo la finestra posologica stabilita (almeno 8 ore tra dosi) per preservare l’efficacia del profilo a rilascio prolungato.
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Gestione sovradosaggio acuto
Il sovradosaggio da bupropione può manifestarsi con tachicardia, ipertensione, agitazione, psicosi, alterazioni del livello di coscienza e convulsioni. Non esiste un antidoto specifico; la gestione è di supporto e sintomatica con monitoraggio emodinamico e controllo delle crisi convulsive per via endovenosa con benzodiazepine, se necessario. L’uso di carbone attivo può essere considerato nelle prime ore successive all’ingestione significativa per limitare l’assorbimento.
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Conservazione e manipolazione
Conservare Zyban a temperatura ambiente, in un luogo asciutto e protetto dall’umidità e dalla luce diretta. Le compresse non devono essere spezzate, masticate o frantumate poiché la formulazione a rilascio prolungato perderebbe la sua efficacia e il profilo di rilascio. Smaltire confezioni scadute o aperte secondo le normative locali per i medicinali.
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Considerazioni per guida
Alcuni pazienti possono sperimentare capogiri, sonnolenza o alterazioni della vista che possono influire sulla capacità di guidare o di usare macchinari. È opportuno valutare la risposta individuale al farmaco prima di eseguire attività che richiedono vigilanza continua. La comparsa di effetti neurologici o psichiatrici rilevanti richiede una rivalutazione terapeutica immediata.
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Uso in gravidanza allattamento
I dati umani su Zyban in gravidanza sono limitati; alcuni studi osservazionali non mostrano chiari segnali teratogeni, ma la decisione terapeutica deve bilanciare rischi e benefici specifici alla cessazione del fumo. Bupropione e suoi metaboliti passano nel latte materno; durante l’allattamento il farmaco è rilevabile nel neonato. La guida terapeutica specialistica è raccomandata per valutare alternativa e monitoraggio neonatale se utilizzato in queste condizioni.
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Consigli per cambio terapia
Se si pianifica la sospensione di Zyban per passare ad altro trattamento farmacologico per la cessazione del fumo, rispettare intervalli di washout indicati, in particolare prima di introdurre inibitori delle monoaminoossidasi (14 giorni). L’uso concomitante con terapia sostitutiva della nicotina può essere considerato e, in alcuni studi, mostra beneficio additivo; l’approccio combinato richiede valutazione rischio/beneficio individuale e monitoraggio degli eventi avversi.
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Farmacogenetica e variabilità
Polimorfismi del CYP2B6 influenzano nettamente la farmacocinetica di bupropione: varianti con attività ridotta portano a maggiore esposizione alla molecola parentale, mentre la produzione di idrossimetaboliti può essere alterata; ciò può condizionare efficacia e tollerabilità. La variabilità individuale nel metabolismo può spiegare risposte cliniche differenti e richiede attenzione nella valutazione dell’efficacia e degli effetti avversi a livello individuale.
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